Milan, la Supercoppa si vince con audacia, forza e coraggio

L'ultima Supercoppa vinta dal Milan...

Siamo, finalmente, anche noi rossoneri, atterrati a Doha, in Qatar (seppur con ventiquattr’ore di ritardo sulla tabella di marcia, amen…) e domani saremo lì, presenti corpo, anima e intelletto all’interno dello Jassim Bin Hamad Stadium per affrontare la Juventus in occasione della Supercoppa di Lega che il Milan non vince dal 2011 quando cioè, con gol di Ibrahimovic e Boateng, superammo i “cugini” nerazzurri (2-1) in rimonta. Fu quella una gran serata che speriamo di poter ripetere pur se stavolta però ci tocca la Vecchia Signora. E non sarà sicuramente una “passeggiata di salute”, tutt’altro…

La sfida, insomma, è di quelle toste, di quelle che non puoi sbagliare per non rischiare di fallire e compromettere l’annata con un trofeo, seppur non di rilevanza internazionale ma pur sempre di reputazione pedatoria per chi, come il Milan, non alza nulla al cielo da tempo immemore. Montella e i suoi virgulti giovanotti sono pronti e ben preparati all’appuntamento perchè questa Supercoppa la vogliono a tutti i costi e non lasceranno certo nulla di intentato per potergli mettere addosso le mani. Ne va del prestigio dei rossoneri, ne va del loro amor proprio, ne va di un successo in grado di rialzare l’autostima e la voglia tornare a sorridere dopo anni di delusioni e amarezze. Certo, di fronte Abate e compagni si troveranno una squadra che è detentrice del trofeo e che vorrebbe rinnovarne il possesso, ma soprattutto se la dovranno vedere con un collettivo che in Italia sta facendo sfracelli e incetta di successi ma che anche in Europa vuol far sentire il suo importante peso specifico.
 
Dunque, bando alle ciance e rimbocchiamoci le maniche. E’ questa una partita singola e proprio per tale motivo, soggetta ad ogni risultato. Non possiamo (e non dobbiamo) quindi mordere il freno ma anzi lasciar correre libere spregiudicatezza e spavalderia che dovranno, unite a talento, fantasia, inventiva e quel pizzico di audacia che non guasta mai, fare la differenza in campo e nella testa dei ragazzi. Insomma, è arrivato il momento di voltare pagina, di far vedere che il Milan è ancora vivo, pimpante e nei momenti che contano, presente a se stesso. La Storia, ancora una volta, ci strizza l’occhio e non dobbiamo lasciarci scappare l’occasione perdendoci in un bicchier d’acqua. L’opportunità è di quelle da prendere al volo perché il treno passa una sola volta e saltarci sopra è assolutamente imperativo. E poi, mettere un altro trofeo in bacheca, non è davvero cosa da poco…       
Penna storica della Gazzetta dello Sport e attuale caporedattore di MQube e inviato italiano per A Bola. Da poco ho iniziato quest’avventura come capo-redattore con Enrico Bricchi.

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