La Juventus perde “l’Ibrahimovic Nero”. Ecco dove andrà!

Da sempre maestra nel coltivare giovani calciatori, anche in questa sessione di mercato la Juventus ha dimostrato coerenza nel seguire una linea verde e azzurra per il futuro del club. Ma, dopo aver battuto la concorrenza delle due milanesi per Mattia Caldara e quella del Napoli per Riccardo Orsolini, i bianconeri si sono dovuti arrendere allo strapotere del Real Madrid. I Blancos, infatti, si sono aggiudicati un baby fenomeno svedese, considerato in Patria l’Ibrahimovic Nero. Stiamo parlando di Alexander Isak, classe 99 dell’Aik Solna. La Juventus lo seguiva da diverso tempo, ma le è bastato attendere un attimo per vederselo sfuggire. Inoltre, su di lui vigeva forte anche l’interesse del PSG, del Chelsea e del Bayern Monaco. 

HA VINTO IL REAL

La società di Florentino Perez, invece, non ha esitato ad affondare il colpo. I Galacticos verseranno nelle casse dell’Aik Solna 95 milioni di corone, ovvero 10 milioni di euro, rendendo così Isak il calciatore svedese più pagato. Ibrahimovic, infatti, fu strappato dall’Ajax per 8 milioni circa. Il 17enne, assieme ai suoi agenti, dovrebbe arrivare in Spagna questa settimana per porre la firma sul contratto. In virtù, però, del blocco di mercato imposto dalla Fifa al Real, il ragazzino potrà vestire la camiseta blanca solamente in estate.

ISAK: UN PREDESTINATO

Esser paragonati al calciatore svedese più forte di tutti i tempi non è certo una leggerezza, anzi. Il peso di tale fardello se da una parte ti può inorgoglire, dall’altra ti può schiacciare, facendoti sprofondare nell’oblio più totale. Molti calciatori ne sono stati l’esempio. Non sembra, però, il caso di Isak, i cui numeri parlano chiaro: 11 reti in 26 presenze nella scorsa stagione. Non è tutto. Lo scorso 8 gennaio, a soli 17 anni e 106 giorni, ha esordito nella Nazionale maggiore, siglando tre giorni dopo la sua prima rete. Un vero e proprio record. Isak è soprannominato “Ibrahimovic Nero” sì per la sua stazza(190cm), ma soprattutto per le sue doti tecniche: è dotato, infatti, di un ottimo dribbling, di un gran senso del gol e di una notevole falcata. Ora, dovrà ‘solamente’ dimostrare in Europa di saper portare davvero quel soprannome. Le carte in regola ci sono tutte ma, adesso, la parola spetta al campo.

 

 

Classe ’94. Vengo da Longa, paesino in provincia di Vicenza.
Amo follemente il calcio, quello puro, il cui massimo esponente – secondo il mio parere – è stato Roberto Baggio, figura che mi ha fatto innamorare di questo magnifico sport. Scrivo per ridonare, nel mio piccolo, i valori morali per cui il calcio è nato e che via via, purtroppo, stanno scemando.

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