Guardiola: “In 5 anni ricostruisco il City”

L'allenatore catalano ha in mente il progetto per cambiare il Manchester City

FINE CARRIERA?

Nelle ultime settimane le dichiarazioni di Pep Guardiola hanno fatto parlare tutto il mondo del calcio. L’allenatore catalano, 46 anni appena compiuti, aveva annunciato che il Manchester City sarebbe stato uno dei suoi ultimi club, e che stava pensando di chiudere la sua carriera a breve. E come dargli torto: da un allenatore che ha vinto tutto con il Barcellona, e che ha provato l’esperienza tedesca e quella inglese, in effetti ci si sarebbe potuti aspettare una dichiarazione del genere. Si consideri anche la specificità di un personaggio come Pep, uomo dai mille interessi e sfaccettature, uno che probabilmente ha molto da dare anche in ambienti extra-calcistici. Poi sono arrivate le affermazioni riguardo all’impossibilità di vincere la Premier League quest’anno (il City dista ben 12 punti dal Chelsea di Antonio Conte, primo in classifica).

GIMME FIVE

Un’indiscrezione del Sun però fa pensare che Guardiola abbia voluto un po’ scherzare con i giornalisti e i tifosi riguardo al suo futuro, e che invece stia pensando di lavorare seriamente in Inghilterra per ricostruire il suo attuale club. In realtà l’allenatore avrebbe realizzato che il suo progetto per il Manchester City, affinché possa diventare vincente, necessiti di un tempo più lungo delle aspettative. Pep avrebbe chiesto alla società di rimanere almeno altri 5 anni nella città inglese, per poter impostare una vera e propria ricostruzione del club, un po’ come aveva fatto a Barcellona, dove aveva portato una filosofia di calcio che per certi versi resiste ancora oggi. Molti suoi amici dicono inoltre che Pep si trovi molto bene in Inghilterra, sia rimasto colpito dall’ambiente di Manchester e che i suoi figli si trovino molto bene a scuola. Altri 5 anni sulla panchina del City per Pep dunque? O gli servirà meno tempo per portare grandi trofei ai citizens?

Nato a Seriate (BG) il 17 Dicembre 1994, studente magistrale presso Mass Media e Politica all’Università degli Studi di Bologna. Amo il calcio da quando ero bambino, e non smetterò mai di viverlo: sul campo, allo stadio, in televisione o da una scrivania. E’ lo sport più bello del mondo; la gioia di un gol, quell’emozione del momento, non si trova in nessun’altra disciplina.

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