ESCLUSIVA CM24/7 – Luciano Moggi: “Il calcio italiano è poco qualitativo. Roma e Napoli? Quando la seconda finisce a 20 punti dalla prima…

Abbiamo avuto il piacere di intervistare uno dei personaggi più discussi e amati del mondo del calcio. Luciano Moggi. Questa la prima parte dell’intervista – la seconda verrà pubblicata domani – che ci ha rilasciato in esclusiva a Calciomercato 24/7.

Partirei dalla capolista, la Juventus, nonché la sua ultima squadra, cosa ne pensa?

“Sulla Juventus il mio pensiero è quello di tutti. Quando una squadra vince 5 anni consecutivi lo scudetto, la supercoppa e la coppa Italia significa che nel calcio italiano non ci sono avversari, vuol dire che il calcio italiano è poco qualitativo. Almeno ad alto livello.”

Anche Roma e Napoli?

“Quando una squadra seconda finisce a 20 punti dalla prima è un affronto? La Juventus ipoteticamente potrebbe avere 4 punti di vantaggio sulla Roma e 7 sul Napoli. E siamo a metà campionato. Se mi chiede un pronostico sulla vincitrice del campionato io penso che non si possa prescindere dalla Juventus. Che poi dopo siano sempre le stesse ad arrivare seconde o terze è anche una dimostrazione ulteriore che nel campionato c’è poca qualità.”

Lei prima parlava di alto livello, mentre in bassa classifica?

 “Se si guardano le partite in televisione, certe volte, si vedono match che probabilmente anche in B sono migliori e di conseguenza mi viene da pensare che sia necessario ridurre il campionato attuale ad almeno 18 squadre, per evitare che a metà campionato si sappia già chi retrocede. Il problema è che sapendo chi retrocede e sapendo chi vince, è un campionato che perde di interesse.”

E di valore. Quindi è favorevole alla riduzione delle squadre.

“Sì, ma sono i fatti che parlano chiaro, da chi ha 29 punti e non ha più pretese di andare in Europa League o  Champions cosa si può pretendere? E da quelle che stanno retrocedendo e sono già quasi in Serie B? È quindi un campionato che così non ha logica.”

Crede che questo impoverimento generale sia dovuto anche, come ha detto Tavecchio, alla mancanza delle milanesi?

“Sicuramente. Quando ad esempio ero alla Juventus (come DG, ndr) erano 7 le squadre che potevano lottare per vincere il campionato. Adesso ce n’è una sola che può vincere ed è troppo poco. Questo significa che mancano le milanesi, vero, ma manca anche la Fiorentina, o il Parma, che fino a qualche anno fa aveva grandi giocatori.”

Le famose 7 sorelle…

“Esatto, ora ce n’è una sola, ed è pure figlia unica. E la nostra nazionale risente di questa cosa. Anche perché in Italia non arrivano più i giocatori dall’estero di qualità, ma sempre seconde se non terze scelte. Se invece c’è qualche giocatore buono oppure ottimo è perché si crea in Italia, come Higuaìn, arrivato qui da riserva del Real Madrid e ora diventato un campione. O anche Dybala. Tutti giocatori della Juventus, vede? (ride, ndr) Questo significa che gli altri praticamente sono poca roba.”

Questo perché la Juventus ormai ha raggiunto un potere economico che le altre non hanno.

“Ma il potere sa come si conquista? Quando sento parlare anche allenatori di economia mi chiedo se sappiano come si fa e si crea un budget economico. Un budget economico si crea con i risultati, con i successi. Con le vittorie la Juventus non ha bisogno dell’azionista, va in Champions League e prende milioni, sa comprare giocatori giovani e li rivende a centinaia di milioni. Queste sono le attività che regolano il budget economico, le altre non lo sanno fare e sanno solo parlare.”

Ricordando che il primo scudetto dell’era Conte la Juventus lo ha vinto con giocatori di medio livello. Estigarribia, De Ceglie…

“Esatto, questa è la dimostrazione che non servono sempre solo i soldi. Anche se questa è la conseguenza anche di una grande gestione, perché evidentemente la guida della Juventus è professionale nella maniera giusta. Si unisce la qualità dei giocatori alla conduzione della società, che nella Juventus è prioritaria.”

A proposito di proprietà, pensa che l’arrivo all’Inter, e forse anche al Milan, della nuova dirigenza cinese possa ridare prestigio e forza economica a questi due club?

“Sicuramente arricchisce la prospettiva economica. Poi dopo la qualità dipende da come si comportano per fare una squadra. L’Inter sicuramente ha già una buona base, dove per risollevarsi è bastato un allenatore di buon senso – che non è un fenomeno ma sicuramente un allenatore importante – che ha saputo raggruppare buoni giocatori.  Detto questo l’Inter ha, come ho detto prima, una buona intelaiatura. Potrebbe anche arrivare al terzo posto, superando il Napoli.”

Lei crede sia possibile?

“Per me è possibile, perché ha recuperato un sacco di punti. Se continua così l’Inter potrebbe lottare per il terzo posto, non per il secondo perché la Roma mi sembra superiore al Napoli.”

Non crede che ci possa essere un calo fisiologico dovuto a questo grande sprint?

“Questo non lo so, però da come si prospetta ora la squadra, con l’autostima che si è creata, può puntare a dei risultati abbastanza importanti. Questo però denota ancora come nel campionato italiano ci sia poca cosa. Se una squadra riesce a recuperare così tanti punti in così poco tempo significa sicuramente che l’Inter ha grandi meriti, ma che ha anche incontrato ben pochi ostacoli sulla propria strada.”

 

Nato a Milano il 06/10/1996. Studio Linguaggi dei Media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Amo il calcio in tutte le sue sfumature e declinazioni, lo gioco, lo guardo, lo racconto, o almeno ci provo.

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