Il Calciomercato del Chievo Verona secondo CM24/7

MOVIMENTI DI MERCATO UFFICIALI

  • ACQUISTI: Serge Gakpè (da Genoa, prestito semestrale con diritto di riscatto)
  • CESSIONI: Vittorio Parigini (a Torino, fine prestito); Filippo Costa (a SPAL, prestito semestrale con diritto di riscatto e contro riscatto da parte della società veneta); Antonio Floro Flores (a Bari, prestito semestrale con obbligo di riscatto in caso di promozione) Lamin Jallow (a Trapani, prestito semestrale con diritto di riscatto e contro riscatto da parte della società veneta); Antonio Cinelli (a Novara, prestito semestrale)

CHE COS’ERA NECESSARIO?

Difficile rispondere. Anche e soprattutto per la posizione in classifica occupata. Il Chievo attualmente si trova nell’undicesima casella, ha toccato quota 28 punti con l’ultima vittoria esterna con la Lazio, e francamente immaginare questa squadra meglio di così sarebbe stato arduo. La conseguenza di questa premessa è che trovare giocatori utili e funzionali al progetto Maran da integrare alla rosa non era facile, ed era alto il rischio di inserire elementi che potessero creare disequilibri in rosa. L’unico reparto che forse necessitava di qualche accorgimento era proprio l’attacco, spesso molto sterile. 22 i gol fatti e il “sempreverde” ma pur sempre solo, Sergio Pellissier, miglior marcatore con 5 reti all’attivo. Esigenza recepita dalla dirigenza che si è premurata – dopo aver provato più volte, senza però mai arrivare alla fumata bianca, un “Paloschi bis” – con l’acquisto di Serge Gakpè dal Genoa. Giocatore spesso discontinuo ma dal sicuro talento, che in un ambiente come quello del Chievo potrebbe fare un grande passo verso la maturazione calcistica.

ASPETTATIVE: SODDISFATTE O DELUSE?

Chievo, d’altronde, è un piccolo quartiere di 4500 abitanti della Verona di Romeo e Giulietta. E in un piccolo, seppur molto caratteristico, quartiere è arduo trovare posto per molti nuovi arrivi. Gakpè è stato infatti l’unico nuovo entrato nella compagine giallo blu. Vero, si poteva forse fare un piccolo passo, anche se rischioso, per ambire a qualcosa in più della semplice salvezza. Ma il presidente Campedelli e la dirigenza hanno preferito fare una scelta conservativa, non certo per questo fallimentare, anzi. Sono state invece effettuate, in proporzione agli acquisti, molte cessioni, tutte però finalizzate alla valorizzazione di questi giocatori – sono stati molti i diritti di contro riscatto inseriti nei trasferimenti –  con la speranza di vederli tornare alla casa base più pronti e maturi per la Serie A.

VOTO:

Il lavoro svolto finora è stato certamente esemplare. Come scritto prima un rischio in più sul mercato avrebbe forse permesso al Chievo e a Maran di puntare a qualcosa di ambizioso, ma il condizionale è d’obbligo, soprattutto a gennaio, dove il rischio di stravolgere gli equilibri con acquisti non mirati è alto. Per questo il voto che mi sento di dare, in virtù anche di quanto fatto fino ad oggi è 6.

Nato a Milano il 06/10/1996. Studio Linguaggi dei Media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Amo il calcio in tutte le sue sfumature e declinazioni, lo gioco, lo guardo, lo racconto, o almeno ci provo.

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