Questione di Gabriel..

Ci verrebbe banalmente da dire “questione di Gabriel” dopo aver visto lo straripante esordio di Gabriel Jesus in maglia Manchester City. Ribattezzati come nuovi gemelli del gol lui e Gabigol, le strade dei due si sono divise per l’Europa quest’estate e hanno avuto due sviluppi completamente diversi, dal punto di vista di gioco, della tempistica ma anche e soprattutto di ambientamento.

Appare esagerato e superficiale affermare che le difficoltà di inserimento di Gabigol siano dovute al fatto che abbia preferito venire in Italia piuttosto che altrove. Valutando alcune differenze tra i due, è un dato di fatto che il nostro calcio è certamente difficoltoso per alcuni tipi di talenti ma abbiamo avuto brasiliani capaci di farci emozionare. Gabigol veniva poi etichettato più come ala rispetto al suo connazionale ed è per questo che forse sta soffrendo un Inter ben messa su quelle zone del campo. A tutto ciò si unisce una non brillantezza atletica che si nota dalle olimpiadi e un arrivo complicato in una società che aveva appena annunciato De Boer salvo ricambiare le carte in tavola in corso d’opera. Dulcis in fundo, perché la scelta di sborsare 30 milioni per averlo a Settembre quando fino ad ora i minuti giocati in campionato si riducono ad una mezz’ora? Questo è ciò che davvero non si è capito. Il fatto di averlo trattenuto a Gennaio ed evitato inutili prestiti in squadre che lottano per la salvezza potrebbe essere un segnale, ma Pioli è molto enigmatico sulla questione. Evitando inutili polemiche, ci affidiamo a qualcosa che rispecchia il momento: 5 presenze ed un totale di 108 minuti, che di certo non rispecchia la cifra sborsata.

Spostandoci più a nord, nella portuale città di Manchester, c’è un altro giovanissimo Gabriel che sta facendo impazzire le folle ed i tabloid. Parliamo di Gabriel Jesus. la cui parabola fino ad Agosto è stata identica a quella del suo amico e compatriota Gabigol. Gol, interessamenti da mezza europa e nazionale verdeoro. Acquistato dal City per 32 milioni viene lasciato altri sei mesi in prestito al Palmeiras per poter trionfare per la vittoria del campionato, raggiunta anche grazie ad i suoi 13 gol. Lui invece alle olimpiadi era in una forma strepitosa, capace di smarcarsi in maniera fluida ed agile, ricordandoci la danza di Neymar quando aveva il pallone tra i piedi. A questo aggiunge però un cinismo da vera prima punta, come Guardiola ha subito capito. Arrivato a Gennaio, Gabriel Jesus ha subito fatto capire di che pasta è fatto e se il tecnico spagnolo lo sta preferendo ad Aguero. Anche in questo caso, per non essere prematuri, diciamo che nei 278 minuti giocati sino ad ora ha firmato 3 reti, una ogni 63 minuti.

Un nome, due calciatori, due città, due campionati e due esordi completamente diversi nel calcio del vecchio continente. E’ dura la vita da Gabriel, quantomeno per alcuni..

 

 

 

 

 

Italiano attualmente in Spagna, a Siviglia. Cerco di seguire tutto quello che succede intorno al mondo del calcio, una mia passione innata. Unire le mie diverse esperienze e i miei viaggi con il pallone è qualcosa che mi riesce al meglio e che provo a mettere nelle mie parole.

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