Quale futuro per Mattia Destro?

PERIODO NO

Il rigore sbagliato da Mattia Destro nella disfatta casalinga del Bologna contro il Napoli potrebbe non essere considerato “solo un episodio”.
Non solo poteva riaprire la partita, interrompendo l’abbuffata di gol dei partenopei, ma dal punto di vista individuale avrebbe segnato l’uscita dell’attaccante da un periodo buio, sicuramente il più difficile da quando è a Bologna.
L’errore invece, e ancor più l’atteggiamento con cui si è approcciato alla battuta (corpo fiacco, sguardo spento, tiro lento e poco angolato), ha rispedito il numero dieci marchigiano dentro una spirale di critiche e insofferenza che si era interrotta appena una settimana prima, con la rete messa a segno a Cagliari, ad oggi solo uno squillo nel nulla.

UN INGAGGIO PESANTE

Inevitabilmente nel capoluogo emiliano si torna a parlare del suo futuro, in maniera eufemisticamente “non ottimista”.
La paura diffusa è che Mattia, accolto da 400 persone al suo arrivo in stazione nell’estate 2015 e vincolato con un contratto faraonico per gli standard felsinei fino al 2020, da legittimo erede dei vari Di Vaio, Diamanti e Gilardino diventi un nuovo “caso Acquafresca”: un giocatore dal contratto pesante sempre più ai margini del progetto, di cui il Bologna si è appena faticosamente liberato a gennaio. Solo che, nel particolare, Acquafresca percepiva 850.000 all’anno mentre Destro riceve il doppio di ogni suo compagno presente e passato, Di Vaio compreso: 1,6 milioni all’anno più bonus fino a oltre i 2 milioni e una serie di guarentigie personali da far invidia ai famigerati “top player”.

QUALI SOLUZIONI?

Un’ipotesi da prendere in considerazione è un eventuale trasferimento al Montreal Impact, l’altra squadra di proprietà di Joey Saputo (dove andrà a giocare anche Dzemaili a partire da maggio, per esempio), anche se un doppio trasferimento del genere non farebbe grande pubblicità al patron del Bologna, che rischierebbe di far sembrare l’amata squadra rossoblù poco di più di una “Primavera” della sua compagine canadese.
L’unica reale possibilità di Destro in questo momento, sia che voglia rimanere nella città che l’ha accolto e coccolato (privandolo di ogni possibile concorrenza nel suo ruolo), sia che voglia cambiare aria, è quella di rilanciarsi da qui a fine stagione, a partire da domani sera (mercoledì 8 febbraio, nda) in un’altra difficilissima partita interna col Milan. Correndo di più e meglio, mettendo in campo la foga che lo distingueva ai tempi di Siena, o la rabbia che aveva nello stare in panchina alla Roma, segnando e facendo segnare.
Oppure, quantomeno, cominciando a calciare meglio i rigori.

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