Berlusconi-Montella già crisi di coppia?

Basta ripensare ai nomi nella difesa titolare della gara contro la Lazio per accorgersi della crisi dei rossoneri. Crisi più di risultati che di prestazioni a detta di mister Montella. Anzi, proprio ora che mancano i risultati sembra che le prestazioni convincano rispetto alla trionfale cavalcata della prima parte di stagione. “Si stava peggio quando si stava meglio” le parole dello stesso mister. Sta di fatto che l’Europa, obbiettivo assoluto dichiarato a inizio stagione, si allontana. Si dà così avvio, come di costume in questi casi, ai processi di colpa per individuare il capro espiatorio del fallimento in corso. E ovviamente, per la sua figura, spesso e volentieri il martire finisce per essere l’allenatore.

Non è un capo d’accusa nei confronti di Montella, sia chiaro, anche perché il raccolto del Milan finora, più quanto sia stato probabilmente seminato, non può che essere proprio merito del mister campano, ma quando i risultati mancano ogni malpensiero è concesso.

I PERNSIERI DI B

I primi nasi iniziano a storcersi, soprattuto dopo esprimenti falliti come il “falso nueve” adottato contro la Lazio, con l’esclusione contemporanea dei due uomini più incisivi sotto porta come Lapadula e Bacca. E se il primo a storcere il naso è proprio chi ti ha voluto, la situazione si complica ulteriormente.

Infatti sembrerebbe che proprio Berlusconi, che in estate aveva personalmente scelto Montella come allenatore del suo Milan, inizi a nutrire i primi dubbi sull’aeroplanino. Il motivo? Sempre lo stesso. Il modulo. Il 4-3-3 non è mai piaciuto a B, spasimante da anni del 4-3-1-2 di ancelottiana memoria quando fra le linee si muovevano fenomeni come Rui Costa e Kakà. 4-3-3 che non esaudirebbe la volontà del presidente rossonero di vedere la sua squadra tenere il pallino del gioco in ogni partita e lascerebbe la difesa in balia degli attacchi avversari.

Nel ultimi anni, poi, la sorte degli spasimanti del 4-3-3 a Milanello non è di buon auspicio per il futuro di mister Montella. Inzaghi, Mihajlovic e Brocchi gli ultimi tre a far le spese del 4-3-3, ognuno per motivi diversi, con il serbo che era però passato ad un più simile 4-4-2.

Già dopo il pareggio col Torino, Berlusconi aveva convocato ad Arcore il presente e il futuro della dirigenza rossonera. Galliani e Fassone a rapporto per condividere il disappunto sul gioco espresso in campo.

La crisi ora riversa su Montella e come riportato da Repubblica sembrerebbe che Berlusconi stia rimpiangendo proprio l’addio, forse troppo frettoloso, di Brocchi. Preludi di un ennesimo esonero di zampariniano costume? Non crediamo, ma il disappunto di B sul gioco espresso dal suo “gioiellino” rossonero è palese. Dovrà essere Montella ora a far ricrede il patron rossonero con gioco e risultati. Paradossalmente “si stava meglio quando si stava peggio”.

Nato a Milano il 09/09/1996. Studia Comunicazione e Società presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ambizioso, sognatore e amante di ciò che fa respira calcio da quando cammina. Calciomercato24/7 è la sua prima esperienza come collaboratore.

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