Caos Barcellona, la squadra contro l’allenatore

Il Barça perde 4-0 contro il Psg. Frattura all'interno dello spogliatoio, Luis Enrique ai saluti a fine stagione.

SALTANO I NERVI

Di sconfitte così, da quelle parti, non se ne vedevano da un po’. Praticamente non se ne vedono mai. Ecco perché il 4-0 subito ieri a Parigi ha fatto perdere le staffe un po’ a tutti nell’ambiente catalano, dove di solito si è abituati a tenere gli animi sotto controllo, quanto meno in pubblico. Le crisi, all’interno del pianeta Barcellona sono sempre state gestite internamente, a parte qualche sfuriata di Ibra nel 2010 e le vicende legate al trasferimento di Neymar due anni fa. Ieri sera invece, è venuto a galla un malumore che serpeggiava nello spogliatoio da inizio stagione. L’allenatore da molto tempo non godeva più della fiducia di Messi e compagni, soprattutto dopo un inizio di stagione non entusiasmante. Ieri sera, dopo la sconfitta, Luis Enrique ha anche litigato in diretta con un giornalista spagnolo, criticando la stampa che, a detta del tecnico, lo critica in caso di sconfitta ma non lo elogia quando vince.

FRATTURA INSANABILE?

Fatti come questi possono rientrare nella normale amministrazione ed essere chiariti con un confronto di gruppo. Oppure possono portare alla rottura definitiva all’interno dello spogliatoio. La seconda conseguenza è quella che ora sembra più plausibile. Secondo quanto riporta la stampa spagnola infatti, la frattura tra squadra e allenatore è diventata insanabile, e Luis Enrique lascerà il Barcellona a fine stagione. Il ciclo dell’allenatore sarebbe giunto al termine, ma c’è ancora una Liga da provare a recuperare e una Copa del Rey da vincere. Inoltre, non dimentichiamolo, un ritorno di ottavi in Champions almeno da onorare. Vedremo se, almeno per quest’ultima parte di stagione, il tecnico saprà ritrovare l’equilibrio e la serenità perdute all’interno dello spogliatoio.

Nato a Seriate (BG) il 17 Dicembre 1994, studente magistrale presso Mass Media e Politica all’Università degli Studi di Bologna. Amo il calcio da quando ero bambino, e non smetterò mai di viverlo: sul campo, allo stadio, in televisione o da una scrivania. E’ lo sport più bello del mondo; la gioia di un gol, quell’emozione del momento, non si trova in nessun’altra disciplina.

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