Il Bayern strapazza l’Arsenal. Quarti di finale ipotecati per Ancelotti

Grande prova di forza del Bayern Monaco, che nell’andata degli ottavi di Champions League dilaga contro l’Arsenal. 5-1 il risultato finale e passaggio del turno praticamente ipotecato. La squadra di Ancelotti lancia un messaggio a tutte le rivali per la vittoria finale: il vero Bayern è tornato. Dopo un inizio balbettante in campionato infatti, il tecnico italiano sembra aver trovato la quadratura del cerchio. In casa Arsenal invece, ennesima delusione agli ottavi di finale. Nel calcio tutto è possibile ovviamente, ma quella che dovrebbero compiere i Gunners al ritorno è una vera e propria impresa. Se non dovesse avverarsi il miracolo sarebbe la sesta eliminazione consecutiva agli ottavi di Champions League per la squadra londinese. 

LE SCELTE DEGLI ALLENATORI

Sia Ancelotti che Wenger non hanno modificato i loro schieramenti tattici. Entrambi hanno confermato il 4-2-3-1. A difesa della porta di Neuer agivano Lahm, Martinez, Hummels e Alaba. A dettare i tempi di gioco in mezzo al campo invece c’erano Xabi Alonso e Vidal. Dietro a Lewandowski punta centrale si muovevano i tre trequartisti che rispondevano ai nomi di Robben, Thiago Alcantara e Douglas Costa. Ancelotti in questo modo si era permesso di lasciare in panchina giocatori del calibro di Mueller, Kimmich, Renato Sanches. Tutto ciò rende l’idea del potenziale dell’organico bavarese. Wenger ha risposto con Ospina in porta, davanti a lui Bellerin, Mustafi, Koscielny e Gibbs. Xhaka e Coquelin avevano compiti sia di impostazione che di rottura davanti alla difesa. Mentre nel reparto offensivo il tecnico francese aveva scelto Oezil, Iwobi e Oxlade-Chamberlain alle spalle di Alexis Sanchez. I grandi esclusi in questo caso erano stati Theo Walcott e Olivier Giroud, entrambi subentrati poi a partita in corso.

IL RACCONTO DEL MATCH

Pronti, via e il Bayern fa subito la voce grossa. Al 9′ Vidal prova il destro violento, ma Ospina respinge. Due minuti più tardi la squadra tedesca passa già in vantaggio, grazie alla perla di Arjen Robben. Colpevole la retroguardia inglese per non aver affrontato prima l’olandese, che in quelle situazioni sa come usare il suo mancino. E’ sempre Robben l’uomo più pericoloso, e per ben due volte nel giro di pochi minuti sfiora la doppietta. La prima volta che l’Arsenal si affaccia nell’area avversaria arriva il pareggio. Dopo un’azione da calcio d’angolo, Lewandowski calcia colpevolmente Koscielny in area: è calcio di rigore. Sanchez prima si fa ipnotizzare da Neuer, ma poi sulla respinta riesce a ribadire in rete. 1-1 a fine primo tempo. Già al 53′ però arriva il vantaggio del Bayern grazie al gol di Lewandowski che stacca più in alto di Mustafi. Passano due minuti e Thiago Alcantara mette in ghiaccio la partita siglando il 3-1 davanti ad Ospina. E’ sempre lo spagnolo ex Barcellona a mettere a segno la doppietta personale e a portare il risultato sul 4-1. Il sigillo finale invece è di marca tedesca e porta il nome di Mueller, il quale addirittura non segnava da due mesi. 5-1 risultato finale e qualificazione praticamente già archiviata.

BAYERN TOSTO, ARSENAL DELUDENTE

Il Bayern Monaco ha messo in mostra tutte le sue qualità offensive, dimostrando di essere ancora una volta una delle grandi favorite per la vittoria finale. Superlativa la prestazione di Thiago Alcantara, non soltanto per la doppietta segnata, ma soprattutto per l’infinita mole di palloni giocati. Per l’Arsenal invece la ormai consuetudinaria delusione agli ottavi. La squadra inglese dopo essere riuscita a trovare il pareggio, si è sciolta sotto i colpi della squadra tedesca. L’infortunio di Koscielny, il quale è dovuto uscire al 49′, ha sicuramente inciso sulla tenuta difensiva dei Gunners. Con un Bayern così è difficile immaginare una possibile sorpresa all’Emirates, e per gli uomini di Wenger sarebbe l’ennesima delusione europea.

Nato a Lugo (RA) il 30/07/1993, laureato in Scienze Politiche e studente magistrale in Mass Media e Politica. Vivo, seguo e amo il calcio…ma non solo, perchè “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”.

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