Cagliari, il nuovo stadio è quasi realtà

I lavori per il nuovo stadio del Cagliari partiranno ad Agosto. Quale può essere il valore di una struttura di proprietà all'avanguardia?

APPROVATA LA VARIANTE URBANISTICA

Ieri pomeriggio il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha approvato la delibera definitiva sulla variante urbanistica. Lo ha annunciato sul suo profilo Facebook: “Nuovo stadio, un altro passo avanti”. Non si tratta dell’ultimo passo, ma quasi ci siamo. La delibera verrà discussa nelle prossime settimane in Consiglio comunale; durante le sedute verrà dato il via libera anche per la costruzione dell’impianto provvisorio, che ospiterà le gare casalinghe del Cagliari in attesa del nuovo stadio. Lo “stadio a tempo” verrà costruito nell’ampio spazio di parcheggi presenti di fronte al Sant’Elia. Verranno utilizzati la vecchia tribuna di Is Arenas e parte degli spalti ricavati dallo smantellamento del Sant’Elia.

UNA STRUTTURA POLIVALENTE

Una volta fatto lo stadio provvisorio, che dovrà essere completato entro Agosto e avrà una capienza di 16mila posti, inizieranno i lavori per il nuovo impianto. La nuova casa del Cagliari Calcio potrà ospitare 21mila spettatori e avrà le tribune tutte coperte: sarà pronta entro il 2019. Non si tratterà di un semplice campo da gioco ma, come tutti gli impianti moderni, sarà composto da numerose attività commerciali e non. All’interno è infatti prevista la presenza, oltre che di negozi e ristoranti, anche di palestre, uffici, aree bimbi e spazi-relax dove godersi il pre-partita. La struttura sarà vissuta 365 giorni l’anno, è questa l’idea del Presidente Giulini e dell’amministrazione comunale. Inoltre, sarà un impianto UEFA 4, quindi potrà ospitare le partite di Champions League, oltre che quelle di qualificazione a Mondiali ed Europei.

IL VALORE DI UNO STADIO DI PROPRIETA’

Uno stadio di proprietà porta sicuramente dei vantaggi enormi per la società che lo possiede. Il primo esempio in Italia è stato quello della Juventus, che ha visto i suoi introiti decollare dopo l’inaugurazione dello Stadium. Poi è stato il turno dell’Udinese e della Dacia Arena. Non si tratta però solo di un beneficio economico. Avere una struttura all’avanguardia, induce i tifosi a rispettarla. Voglio dire che se una persona è messa nelle condizioni di osservare la partita in uno stadio bello, senza barriere e con le poltroncine quasi attaccate al campo, finisce per sentirsi come in un teatro. La struttura “educa” in qualche modo i tifosi ad una concezione del calcio più vicina ad uno spettacolo di cui godere, piuttosto che ad una battaglia da vincere contro gli avversari “nemici”. Le barriere, la distanza dal campo, le lamiere in ferro, sono invece simbolo di arretratezza strutturale e di decadenza ambientale, e influiscono sulla condotta delle persone che accedono allo stadio.

RILANCIO DELLA SERIE A

Si è detto molto riguardo al rilancio della Serie A. Quando si parla di questa “ripartenza” è inevitabile partire dalle strutture. Il fatto che molte società stiano pensando ad uno stadio di proprietà (oltre al Cagliari, concretamente anche Atalanta e Roma) può solo giovare all’intero campionato. Le squadre di Premier LeagueBundesliga, anche le più piccole, hanno uno stadio di proprietà. Di conseguenza possono permettersi di pubblicizzare ed esportare un brand ben definito, un marchio personale, attraverso attività di merchandising e promozione. Questo porta alla costruzione di aziende forti sul mercato, che si possono permettere investimenti superiori a quelli di altri campionati. Tutto ciò, chiaramente, a vantaggio dell’intero ambiente calcio del Paese in questione. La strada intrapresa dal Cagliari e da altre società è quella giusta e, se condivisa da tutti, permetterà al calcio italiano di unire la sua tradizionale capacità di sfornare calciatori e allenatori talentuosi, ad un’adeguata forza sul mercato internazionale, raggiungibile solo attraverso la ricostruzione delle strutture.

Nato a Seriate (BG) il 17 Dicembre 1994, studente magistrale presso Mass Media e Politica all’Università degli Studi di Bologna. Amo il calcio da quando ero bambino, e non smetterò mai di viverlo: sul campo, allo stadio, in televisione o da una scrivania. E’ lo sport più bello del mondo; la gioia di un gol, quell’emozione del momento, non si trova in nessun’altra disciplina.

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