Il Barça vince, ma non convince. Al Camp Nou ritornano i fantasmi di Parigi

UNA VITTORIA CHE NON RISOLLEVA IL MORALE

La vittoria di ieri per 2-1 non ha certamente risollevato il morale dei tifosi, poiché frutto di un rigore segnato da Messi al 90’. Il Barça, come al solito, ha avuto le sue occasioni, ma troppe volte si è fatto cogliere impreparato dai contropiedi del Leganés. La brutta prestazione, è vero, è frutto di sceIte tattiche azzardate. Luis Enrique, difatti, ha schierato un centrocampo composto da calciatori con caratteristiche prettamente offensive, dinanzi ad una difesa priva dei due centrali titolari, che inevitabilmente si è rivelata vulnerabile agli attacchi avversari. Tuttavia, è inutile nascondere che questa squadra stia affrontando una delle più gravi crisi sportive dall’arrivo di Pep Guardiola. La situazione ha scosso parecchio i tifosi blaugrana. Ieri il Camp Nou ha registrato una delle più basse affluenze stagionali, e spesso durante la partita, nonostante un timido coro di supporto della curva, i fischi nei confronti del tecnico sono caduti incessanti.

MOTIVI DEL CROLLO

Dai balbettamenti in campionato, ai problemi del rinnovo con Messi, fino ad arrivare alla probabile eliminazione dei catalani in Champions League e al presumibile addio di Luis Enrique a fine stagione. E’ implicito chiedersi cosa sia successo a quella squadra che fino a poco tempo fa sembrava essere una macchina perfetta, quasi imbattibile. Quali sono le ragioni del crollo del Barça? Molteplici, soprattutto derivanti da alcuni malumori all’interno dello spogliatoio. I calciatori blaugrana, secondo i media spagnoli, individuerebbero in Luis Enrique la principale causa della crisi e sarebbero restii a seguire le indicazioni del tecnico. A queste si aggiungono ragioni di natura tattica ed un numero troppo elevato di errori individuali, soprattutto in fase difensiva.

FINE DI UN ‘ERA?

Che sia finita l’era Barcellona? In Molti dicono di sì, ma aspettiamo a dare conclusioni affrettate. Pensare che una delle realtà calcisticamente più belle degli ultimi 30 anni sia giunta al capolinea mette i brividi. Ma un monologo decennale non può essere considerato giunto al termine dopo qualche malumore e qualche partita sbagliata. Innanzitutto, attendiamo il ritorno dell’ottavo di Champions contro il PSG. Rimontare il poker di Parigi è certamente difficile, se non ai limiti dell’impossibile. Ma da Messi e compagni ci si attende una reazione capace di far respirare un ambiente che negli ultimi anni non è mai stato teso come lo è ora. Oggi, come non mai, serve qualcuno che prenda in mano lo spogliatoio azulgrana e lo renda umile e vincente, come ai vecchi tempi.

 

Curioso, determinato ed ambizioso. Amo parlare e scrivere di tutto ciò che ruota attorno al mondo del pallone. Trovo che il calcio sia una rara e allo stesso tempo magnifica manifestazione di quanto uno sport possa condizionare e scandire la storia dell’uomo.

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