Il calcio che ci piace: il buon esempio arriva dalla Promozione

VITTORIA MORALE PER IL DOLO

In un calcio sempre più affetto da interessi pecuniari e politici che ne avvelenano l’anima, il gesto che è andato in scena questo weekend in un campo di provincia mette in luce l’essenza più intima di questo sport. Uno sport che emoziona, fa sognare e soprattutto unisce, nemico di qualsiasi forma di odio. Purtroppo però il “calcio” professionistico spesso offusca questa sua vena quasi poetica,  manifestando un’inclinazione che chi ama davvero questo sport non può che disdegnare. A volte quindi è necessario cambiare visuale e tornare a guardare in “basso”, una realtà più umile e per questo più pura. Possiamo così ammirare la lezione tenuta questa domenica dal consigliere direttivo del Dolo (Venezia), squadra militante in Promozione. Quest’ultimo infatti non ha esitato a cacciare dal centro sportivo un tifoso della sua squadra. Quest’ultimo ha apostrofato con insulti a sfondo razziale un giocatore di colore della squadra avversaria, il Vedelago (Treviso). Andrea Coletto, il suddetto dirigente, ha poi dichiarato: “Non ammetto che si verifichino episodi del genere. Questa società si dissocia nella maniera più assoluta”. Ha poi proseguito: “Voglio che il messaggio sia chiaro. Piuttosto, pago io gli otto euro del biglietto pur di tenere fuori dal nostro campo sportivo i razzisti”. Per dovere di cronaca, il Dolo ha poi perso per 2 a 1 sul campo. La vittoria morale e l’insegnamento che ci offre, hanno un’importanza nettamente maggiore.

Nato a Milano il 30/08/1997. Studente triennale in Economia e scienze sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Amo il calcio, che considero molto più di un semplice sport, un’arte, citando G.B. Shaw, “l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti”.

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