ESCLUSIVA CM24/7 – Delio Rossi: “De Laurentis? Esagerato. Balotelli? Mi dà fastidio…”

Abbiamo intercettato ai nostri microfoni Delio Rossi, ex allenatore tra le altre di Lazio, Palermo, Fiorentina e Bologna. Ha risposto della stagione in corso delle sue ex squadre, del Napoli e tanto altro.

Partiamo dal dibattito tra De Laurentis e Sarri. Cosa pensa dell’uscita del presidente?

Penso che un presidente abbia il diritto e il dovere di esprimere quello che pensa, fermo restando che visto il riferimento all’allenatore credo fosse più giusto e doveroso farglielo in separata sede e non in pubblico. O perlomeno prima parlarne in separata sede e poi, eventualmente, a livello pubblico.

E’ d’accordo con il giudizio espresso da De Laurentis sulla partita del Napoli ossia la mancanza della cosiddetta “cazzimma”, Insigne escluso, e il probabile timore reverenziale nei confronti del Real Madrid?

Onestamente giocare al Bernabeu per chi non è abituato crea sicuramente un pizzico di tensione. Non è stato sicuramente il solito Napoli e secondo me aveva maggiori capacità di contrapporsi alla corazzata del Real Madrid rispetto a quelle che ha fatto vedere. Però da qui a dire le cose che dette da De Laurentis ne passa. Mi è sembrato esagerato.

L’impresa al San Paolo è possibile?

E’ sicuramente una situazione molto difficile visto il risultato. Sono però convinto che vedremo un altro Napoli, più in partita e che potrebbe fare la differenza.

Tornando sulle sue vecchie squadre, partiamo dal Bologna. Febbraio non è stato un mese fortunatissimo: il 7-1 contro il Napoli, la sconfitta in 11 contro 9 con il Milan. Poi proprio contro il Bologna Gabigol ha trovato il suo primo gol italiano. Paradossalmente è però fortunata perchè Pescara, Palermo e Crotone non fanno punti garantendole una salvezza sicura…

Il basso rendimento è un problema che non ha solo il Bologna ma che hanno anche squadre come Genoa e Empoli. Il campionato così articolato e con tre squadre attaccate fa si che perda un po’ di interesse soprattutto nella parte bassa. Fortuna e sfortuna nell’arco di una stagione si compensano e nella sfortuna ci credo poco. Sicuramente il divario è tanto, fermo restando che secondo me il Bologna ha una rosa tale che anche se fosse stato un campionato più equilibrato dietro, avrebbe avuto mezzi e risorse per salvarsi tranquillamente.

Sulla Fiorentina le chiedo se dopo la sconfitta con il Milan e il conseguente -4 dai rossoneri sia definitivamente perso il treno il per l’Europa.

Mancano ancora 13 partite e ci sono ancora tanti punti e scontri diretti. Per di più la Fiorentina è impegnata in Europa League e penso possa superare il turno. E’ difficile anche perché ogni anno poi ci sono delle squadre non pronosticabili che si inseriscono nella corsa per l’Europa. Quest’anno è l’Atalanta, poteva essere il Torino che aveva i mezzi per fare meglio. E’ difficile ma non compromesso.

Alla Lazio dopo “lo strano caso di Marcelo Bielsa” è stato confermato Inzaghi. La si può ritenere questa una scommessa vinta da Lotito visto che anche le partite in cui era stato chiamato in causa l’anno scorso aveva fatto vedere grandi cose e ottenuto buoni risultati?

Le capacità di Inzaghi e i suoi grossi meriti sono sotto gli occhi di tutti. Onestamente non era facile in considerazione del fatto che fosse partito come alternativa a Bielsa, non un allenatore qualsiasi. E’ stato bravo nel coinvolgere i giocatori e credere nel suo modo di fare calcio. Bisogna poi dare atto a chi ha costruito la squadra. La Lazio ha una rosa molto competitiva in 14/15 interpreti. Io valuto una squadra in base al suo asse centrale: se si ha un portiere come Marchetti, De Vrij in difesa, Biglia che è un vice campione del mondo, due attaccanti come Keita e Felipe Anderson senza contare gli altri centrocampisti come Parolo e Milinkovic-Savic, sicuramente è una squadra di livello. I meriti di Inzaghi sono comunque sotto gli occhi tutti.

Una delle sue migliori stagioni da allenatore è stata quella di Palermo terminata con il 5° posto e il preliminare sfiorato. Cosa succede in una squadra per passare da grandi risultati come quello a trovarsi, oggi, a lottare per la salvezza? E’ solo “colpa” dei vari allenatori che si sono succeduti e dei giocatori, o c’è anche qualche responsabilità interna alla società?

Ci sono squadre prime del campionato che poi fanno fatica come sta succedendo. Si sta verificando un cambio epocale perché una delle più grandi squadre sta passando ai cinesi e questo la dice lunga sulla salute del nostro calcio. Ci sono poi squadre per cui se non c’è l’intervento economico della proprietà di maggioranza devono auto-alimetarsi. Il Palermo è passato repentinamente da avere giocatori importanti da squadra di livello a un notevole impoverimento tecnico e onestamente penso che la sua rosa attuale non sia di primissimo livello. In più ha perso lo zoccolo duro che era dato non da calciatori come Cavani e Pastore che puoi anche avere la fortuna di avere in rosa ma da giocatori che hanno permesso di rimanere a certi livelli, mi riferisco per esempio a Cassani, Balzaretti, Nocerino, Migliaccio che secondo me erano quelli che davano il meglio e soprattutto garantivano un certo livello. Poi si poteva essere fortunati a trovare i fenomeni come Pastore, ma quelli che ho detto prima garantivano perlomeno un livello tale di non lottare per la salvezza.

A Palermo quale è stato il giocatore più forte che ha allenato?

Sicuramente il più forte era Cavani. Ma il più talentoso era Pastore.

Le chiedi un parere su Balotelli e sull’ennesima “caduta” di maturità. Si è parlato fin troppo delle sue difficoltà a comportarsi da professionista e della sua mancanza di maturità che ne hanno messo i crisi la carriera. Per un uomo ormai di 26 anni si può ancora sperare in una crescita mentale e un suo ulteriore, ennesimo riscatto o bisognerebbe rassegnarsi?

Non lo so, io non lo conosco e non esprimo giudizi. Dovrei conoscere il ragazzo per farlo. Potrei parlare solo di ragazzi che ho allenato conoscendoli da un punto di vista sia tecnico che comportamentale e psicologico. Essere giudice da fuori è onestamente molto molto superficiale. A me onestamente dispiace che questo talento sia ricordato e valutato sempre in termini extracalcistici. Mi dà onestamente fastidio e penso che non sia giusto nei confronti del ragazzo. Credo comunque che in giro ci siano altri “Balotelli” con una carriera al di sotto delle loro capacità. Questa è la differenza fra un campione e un giocatore normale.

Nato a Milano il 09/09/1996. Studia Comunicazione e Società presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ambizioso, sognatore e amante di ciò che fa respira calcio da quando cammina. Calciomercato24/7 è la sua prima esperienza come collaboratore.

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