La Juventus e la forza della pazienza

Tra tutte le variabili che Massimiliano Allegri aveva calcolato, sicuramente non si sarebbe mai aspettato di poter giocare in superiorità numerica per più di 60 minuti. La follia di Telles ha trasformato la partita, dato che da quel momento il potenziale offensivo del Porto è calato inevitabilmente. La Juventus ha comunque dimostrato maturità, gestendo il match con pazienza, senza mostrare il fianco ai portoghesi. E alla fine la calma dei bianconeri ha pagato.

LE SCELTE DEI DUE ALLENATORI

Allegri conferma il 4-2-3-1 visto nelle ultime settimane. In porta neanche a dirlo il capitano Gianluigi Buffon. L’unico cambiamento riguarda il reparto difensivo. Data l’esclusione di Bonucci per gli screzi nel match col Palermo, il tecnico livornese decide di affidarsi alla coppia Barzagli-Chiellini. Gli esterni bassi sono Alex Sandro (ex della partita) e Lichtsteiner. Le chiavi del centrocampo sono affidate a Pjanic e Khedira. Mentre davanti agiscono Cuadrado, Dybala e Mandzukic dietro ad Higuain. Espirito Santo risponde con un 4-1-3-2. Davanti a Casillas si muovono Maxi Pereira, Felipe, Marcano ed Alex Telles. Il perno davanti alla difesa risponde al nome di Danilo. I 3 centrocampisti davanti a lui sono Ruben Neves, Brahimi e Herrera. Le due punte sono Soares e il gioiello André Silva.

IL PORTO PARTE MEGLIO

Si sa, il Porto quando gioca davanti al proprio pubblico si scatena. Lo stadio dei portoghesi è un fattore determinante: anche i numeri dicono questo. La squadra di Espirito Santo non perdeva in casa dal 30 Aprile 2016, quando lo Sporting Lisbona si impose per 1-3 nella 32esima giornata di Primeira Liga portoghese dello scorso anno. Pronti, via ed il Porto è subito più aggressivo dei bianconeri. I portoghesi paiono essere più a loro agio già dai primi minuti, anche se la retroguardia juventina controlla senza problemi gli attacchi locali. Con l’andare dei minuti però, la Vecchia Signora comincia a prendere le misure; Khedira e Pjanic prendono in mano le redini del centrocampo e il palleggio comincia ad essere più fluido.

LA FOLLIA DI TELLES

Alla mezz’ora della prima frazione però arriva l’episodio che cambia il match. Alex Telles dopo essere già stato ammonito pochi minuti prima per un duro intervento da dietro su Cuadrado, si ripete con una scivolata in ritardo su Lichtsteiner. L’arbitro tedesco Brych non può fare altro che mostrare il secondo giallo ed espellere l’ex Inter. La prima reazione del terzino brasiliano è di incredulità, ma poi all’uscita dal terreno di gioco il giocatore si rende conto della grave ingenuità coprendosi il volto con la maglietta. Sulla conseguente punizione Cuadrado sfiora il gol con un destro dal limite dell’area che sibila il palo. Espirito Santo a questo punto corre ai ripari, inserendo Layun al posto di André Silva. Scelta chiara: il tecnico portoghese vuole cercare di limitare i danni. La Juve ora ha più facilità nel controllare la palla, anche se gli avversari si difendono molto stretti ed in maniera ordinata. Trovare spazi non è semplice. I bianconeri avrebbero però le occasioni per portarsi in vantaggio, ma prima il palo e poi Casillas, negano il gol a Dybala ed Higuain.

JUVENTUS SFORTUNATA

La Juventus prova subito a mettere a segno una rete che potrebbe dire molto dato che segnata in trasferta. Già dopo 5 minuti dall’inizio della seconda frazione i bianconeri si fanno pericolosi. Pjanic dal limite dell’area tocca la palla in avanti per Dybala, che da pochi passi buca Casillas. L’esultanza bianconera viene fermata dal guardalinee che ha ravvisato la posizione irregolare (dubbia) dell’argentino. Poco dopo è Khedira a mettere i brividi all’ex portiere del Real con un destro al volo che esce di poco. Anche i portoghesi però si affacciano nella metà campo avversaria, e potrebbero addirittura segnare con Herrera. Il suo colpo di testa però è troppo schiacciato sul primo palo e non crea problemi a Buffon. Higuain, servito poco fino a quel momento, decide allora di fare tutto da solo. Servito quasi al limite dell’area, finta di andare sul sinistro, sterza sul destro e tira a giro. Una giocata più alla Dybala che alla Higuain. Il tutto è perfetto se non fosse che la traiettoria del tiro dà soltanto l’illusione del gol e si spegne sul fondo per questione di centimentri.

CAMBI DECISIVI

Nel primo tempo il minuto chiave era stato il 27′, nel secondo è il 67′ ovvero quando Allegri decide di giocarsi la carta Marko Pjaca. Ad uscire non è Mandzukic, spento fino a quel momento, ma bensì Cuadrado. Ed è proprio il neo-entrato croato a segnare il suo primo pesantissimo gol con la maglia della Juve. Dybala prova a chiudere un triangolo con Lichtsteiner, il difensore tocca il pallone regalandolo così sui piedi di Pjaca che con un destro rasoterra non perdona Casillas. Al minuto 72 la Juventus è in vantaggio. Un minuto più tardi Allegri decide di togliere Lichtsteiner per inserire la qualità di Dani Alves. Come se non fosse bastato con Pjaca, altra scelta azzeccata. E’ proprio l’ex Barcellona a chiudere il match con un sinistro sul secondo palo. La Juventus potrebbe addirittura calare il tris con Khedira nel finale, ma la sua spaccata da pochi passi finisce fuori. Triplice fischio dunque al Do Dragao. La Juventus si impone per 0-2 mettendo in cassaforte i quarti di finale di Champions League.

PAZIENZA E CALMA

La Juventus ha dimostrato di saper gestire ottimamente l’uomo in più. Non si è fatta prendere dall’agitazione e dall’ansia di dover segnare per forza un gol. Anche nel momento in cui la palla sembrava non volesse entrare, gli uomini di Allegri non si sono scoperti eccessivamente. Una prova di grande forza, personalità e maturità. La pazienza della Juve è quella tipica delle grandi squadre, che sanno colpire al momento giusto senza doversi sbilanciare eccessivamente per segnare. Quando poi i due gol decisivi arrivano direttamente dalla panchina, allora tutto è più semplice. Unica pecca è la qualità del possesso palla. La Juventus ha chiuso il match con un possesso del 76%. Molto spesso però quest’ultimo era lento e compassato e permetteva al Porto di chiudere facilmente tutte le linee di passaggio. Quando i bianconeri sono riusciti a trovare Dybala tra le linee o a giocare in verticale hanno sempre colpito o fatto male alla retroguardia portoghese. Allegri ha ancora tanto da lavorare su questa squadra, ma se questi sono i presupposti su cui partire allora ci sarà da divertirsi.

Nato a Lugo (RA) il 30/07/1993, laureato in Scienze Politiche e studente magistrale in Mass Media e Politica. Vivo, seguo e amo il calcio…ma non solo, perchè “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”.

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