Juventus, risultati sempre più Allegri…

Bonucci e Allegri

La vittoria di ieri sera contro il Porto ha un valore speciale per la Juventus. Oltre al buon risultato che mette un’ipoteca sul passaggio del turno, la squadra di Allegri ha saputo anche convincere togliendosi di dosso tante pressioni nate dal caso Bonucci e non solo.

LA MANO DEL TOSCANO

La sfida contro i portoghesi non era assolutamente da sottovalutare. Una squadra esperta in ambito europeo che in casa sa mettere in difficoltà chiunque (chiedere al Bayern qualche anno fa). Tuttavia i bianconeri hanno saputo giocare con determinazione e volontà, incentivata soprattutto dall’espulsione di Telles. Una squadra ben organizzata e molto unita, brava ad attendere il momento giusto per colpire. Tutto questo però non riguarda solamente la gara di ieri, ma bensì tutto il 2017. Allegri ha sfruttato molto il 3-5-2 firmato Conte, eppure sapeva benissimo che prima o poi avrebbe dovuto rivoluzionare il gioco juventino. Già nel 2015, alla sua prima stagione a Torino, rimodellò la compagine con il 4-3-1-2 che diede ottimi risultati.

Quest’anno le cose sembravano dover andare diversamente, anche per via della piccola grande rigenerazione del centrocampo. Via Pogba e dentro Pjanic. Tentato più volte il riutilizzo (fallimentare) del 4-3-1-2, mister Allegri iniziò a subire diverse critiche. Del resto avere Pirlo-Vidal-Pogba e Khedira-Pjanic-Sturaro non è propriamente la stessa cosa. Forse un po’ provocato dai giudizi negativi, forse un po’ per spirito di intraprendenza personale, Max ha deciso di cambiare tutto. Nuove costruzioni ma vecchie colonne. La solita difesa a 4 come garanzia arretrata, un centrocampo a 2 di qualità e quantità, e un attacco tutto fantasia e sacrificio. Un passaggio che sta dando risultati da vera grande squadra. Le ultime prestazioni confermano sempre più questo assetto ormai ben collaudato. Un assetto che potrebbe veramente portare lontano i bianconeri, visti anche gli interpreti di gioco…

LA GESTIONE DEI GIOCATORI

Il caso Bonucci, scoppiato forse in un momento delicato della stagione, ha messo in cattiva luce l’allenatore inizialmente. Già, perché il centrale azzurro non era stato l’unico ad avere screzi con Allegri. I diverbi con Litchsteiner e l’episodio Dybala sembravano evidenziare una rottura interna tra allenatore e giocatori. Tuttavia la società gli ha sempre dato fiducia, una fiducia cieca e a lungo termine. Il tecnico ha quindi potuto lavorare (meritatamente, dopo tutto ciò che ha fatto) in serenità, supportato a pieno dalla dirigenza. Un atteggiamento vincente arricchito da una disciplina più unica che rara in Italia. Ora la squadra, vedendo anche i risultati, è sempre più disponibile a tutto ciò che Allegri richiede. Perché per spostare Mandzukic a fare l’esterno con compiti difensivi, trasformare Higuain in un sacrificatore instancabile, e far diventare Dybala un fantasista con funzioni da assist man, serve tanto consenso dei giocatori. E se poi si azzeccano anche i cambi, ecco che allora il quadro è completato…

 

 

 

La prima parola uscita dalla bocca è stata ‘Calcio’. Milanese classe ’97. Seguace dei più grandi campionati europei, ma soprattutto amante dei settori giovanili ! ⚽️📝📲👍🏻

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