Genoa nel caos: i tifosi scioperano e chiedono le dimissioni del Presidente Preziosi

Da Palermo a Genoa. L’aria che tira nelle due piazze è praticamente la stessa, nonostante siano più di mille i chilometri che le separano. Nonostante le acque in cui navigano le due squadre siano differenti. I rosanero, infatti, sembrano ormai condannati all’inferno della retrocessione con i loro 14 punti: 8 in meno dell’Empoli che galleggia in una sorta di limbo. I rossoblù, invece, vantano 11 punti in più rispetto ai siciliani: una garanzia, dunque, per la salvezza. Ma evidentemente ai genoani non basta solamente la permanenza certa in A. Lo vogliono fare in modo decoroso e degno per una società che sul groppone porta 9 Scudetti, conquistati sul campo con sacrificio, determinazione ed amore.

SCIOPERO CONTRO IL BOLOGNA 

I tifosi del Grifone non hanno mai dimostrato di amare particolarmente il proprio Presidente Enrico Preziosi, anzi. Le contestazioni nei suoi confronti non sono mai mancate, ed ora sono vive più che mai. Al numero uno della società viene imputata la colpa di smantellare la squadra in ogni sessione invernale, vendendo alle dirette avversarie prezzi pregiati della rosa. Quest’anno le ‘vittime sacrificali’ sono state Pavoletti e Rincon, colonne portanti per la compagine rossoblù. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la pesante ed umiliante sconfitta rimediata con il Pescara di Zeman. Solamente l’ultimo risultato negativo di una serie infinita. L’ultima vittoria del Grifone è, infatti, datata 27 novembre 2016, avversaria la Juventus. Da quel giorno sarà crisi totale: 8 sconfitte e 3 pareggi, numeri impietosi.

E’ per questo che i tifosi della Gradinata Nord hanno deciso di alzare la voce, o meglio, di non presentarsi allo stadio nella gara interna di domenica contro il Bologna. Questo il loro comunicato:

“Dopo quanto accaduto domenica scorsa a Pescara, non riteniamo più possibile assistere silenti a tutto ciò e riteniamo doveroso, nel rispetto di tutti i Genoani, far sentire il nostro pensiero e la nostra voce. Domenica è stato superato il limite. E anche chi scende in campo, che da noi ha sempre avuto il sostegno incondizionato, ci ha tradito tutti noi, servo del suo padrone e di chissà quali interessi, disonorando nel modo più subdolo la nostra Maglia. Questo non lo possiamo accettare. In occasione dell’incontro Genoa-Bologna, chiediamo a tutti quelli che hanno il Genoa nel cuore un sacrificio grande, forte e forse doloroso. Ma che deve essere il nostro modo di dire ‘ora basta!’. Chiediamo a tutti i tifosi Genoani di non andare allo stadio, di non entrare, di non appendere striscioni. Per noi è un prezzo carissimo, ma non dare un segnale ci renderebbe complici di questa vergogna”. 

Dopo Pescara, dunque, anche i tifosi del Grifone sono pronti a lanciare un messaggio forte a tutta la squadra. In particolar modo al Presidente che non hanno quasi mai amato:

“Chiediamo al presidente Preziosi che, contestualmente alla salvezza del Genoa, lo stesso annunci il nome dell’advisor che sarà incaricato di trattare la cessione del Genoa 1893 insieme alle sue dimissioni da presidente dello stesso, con un gesto che verrebbe apprezzato perché simbolico di una volontà di liberare il volo del Grifone verso per lo meno sogni di traguardi meno umilianti degli ultimi prospettati”.

Insomma, da Palermo a Genoa l’aria che tira è la stessa. I tifosi sono stanchi di una società che non li rappresenta, che non li ascolta. A Mandorlini e Diego Lopez, dunque, l’arduo compito di risanare una frattura che ormai sembra insanabile, una frattura che rispecchia la crisi delle rispettive squadre.

 

 

Classe ’94. Vengo da Longa, paesino in provincia di Vicenza.
Amo follemente il calcio, quello puro, il cui massimo esponente – secondo il mio parere – è stato Roberto Baggio, figura che mi ha fatto innamorare di questo magnifico sport. Scrivo per ridonare, nel mio piccolo, i valori morali per cui il calcio è nato e che via via, purtroppo, stanno scemando.

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