Inter, dammi il cinque

La carriera di Roberto Gagliardini ha subíto in pochi mesi una netta impennata. Se ad inizio anno era solo uno dei tanti talenti da coltivare dell’organico atalantino, oggi è un punto fermo del centrocampo dell’Inter. E chissà, in futuro forse anche della nazionale. Con la sua personalità e con la sua semplicità (soprattutto, verrebbe da puntualizzare, fuori dal campo), oltre che alle sue prestazioni, è diventato ben presto un idolo della tifoseria e un inamovibile di Pioli.

LA GAVETTA 

Come tanti altri prospetti del nostro campionato, Gagliardini muove i primi passi tra i professionisti in Serie B. La sua prima avventura nel campionato cadetto è con la maglia del Cesena: nel gennaio del 2014, l’Atalanta lo cede ai romagnoli in prestito semestrale. Colleziona 21 presenze, mettendo a segno un gol e un assist e guadagnandosi le attenzioni delle nazionali azzurre Under 20 e Under 21. Lo stesso non si può dire delle sue esperienze successive. Ceduto in prestito prima allo Spezia e poi al Vicenza, in due stagioni racimola meno di 40 presenze, vittima di diversi problemi fisici.

LA CURA GASP

Non è un caso che Gasperini, all’inizio di questa stagione, non ci abbia puntato sin da subito. Nelle prime sei partite, infatti, gioca appena 38 minuti. Poi 73 minuti nella vittoria casalinga contro il Napoli (1-0) e ancora qualche minuto da subentrato nelle successive tre giornate (38′), fino a diventare, dopo la gara casalinga contro il Genoa (3-0), un titolare fisso. Al fianco di KessiéGagliardini va a formare la diga ideale del 3-4-3 dei nerazzurri, che volano in classifica fino a poter assaporare l’Europa. A gennaio l’Inter, vista la necessità di rinforzi a centrocampo, mette gli occhi su di lui. Arriva a Milano per una cifra complessiva, tra prestito oneroso e diritto di riscatto, intorno ai 25 milioni di euro.

IMPRESCINDIBILE

“Imprescindibile”: è così che si può sintetizzare il ruolo di Gagliardini nella mediana dell’Inter. Pioli, dopo appena tre giorni di allenamento insieme ai nuovi compagni, lo schiera subito titolare contro il Chievo. Il classe ’94 fornisce una prestazione all’insegna di qualità, diligenza tattica e, soprattutto, personalità. Il tecnico ex Lazio se ne innamora subito e ne fa un inamovibile del suo 4-2-3-1, lasciandolo in campo ogni partita dal primo all’ultimo minuto. Rimane in panchina solamente nella gara interna di Coppa Italia contro la Lazio, che l’Inter perde 2-1 rischiando un passivo ben più ampio.

SOLDI BEN SPESI

Numeri a parte, l’impatto di Gagliardini sulla beneamata è ben visibile per lo spessore delle sue prestazioni. Il neo numero 5 dei nerazzurri ha dimostrato di essere il giocatore ideale da schierare nello scacchiere di Pioli. Rendimento costante (voti mai sotto la sufficienza), ottimo in fase difensiva ma anche propositivo in quella offensiva, con inserimenti in area di rigore per cercare il gol personale o lanci precisi per innescare gli attaccanti. Insomma, un giocatore completo e, soprattutto, affidabile. La sua presenza ha anche innalzato il rendimento di Kondogbia, non più vincolato a compiti di impostazione ma libero di fare il bello e cattivo tempo tra le due fasi. Forse è ancora presto per dare un giudizio definitivo, ma al momento Gagliardini sta provando di valere tutti i soldi che l’Inter spenderà per lui. È proprio il caso di dire: “Inter, dammi il cinque”.

 

18enne di Milano, sono un malato di calcio in tutte le sue sfaccettature. Adoro scrivere e scambiare opinioni sul mondo del pallone e, perciò, aspiro a diventare giornalista sportivo. Scrivo per le testate online di Calciomercato24/7, Breakingsport.it e Il Termometro Sportivo.

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