CM24/7 Stats: Atalanta, le ragioni di un successo

Abbiamo confrontato la stagione dell'Atalanta con i due campionati precedenti dei bergamaschi.

I giocatori dell'Atalanta mentre esultano dopo un gol.

Quali sono le ragioni del successo dell’Atalanta? Quali gli uomini chiave? Guardando la classifica, non è difficile notare il miglioramento della squadra in termini di punti, di gol fatti e di gol subiti. Ma da che cosa deriva questo salto di qualità, sia a livello di gioco, sia soprattutto a livello mentale, dei ragazzi di Gasperini? In attesa della partita di domenica contro la Fiorentina, abbiamo analizzato la stagione sin qui trionfale dei bergamaschi attraverso una comparazione tra questo campionato e gli ultimi due disputati dai nerazzurri.

UNA MENTALITA’ DA GRANDE SQUADRA

L’approccio alla gara è fondamentale, ma la gestione della partita stessa lo è ancora di più. L’esempio della Juventus dimostra quanto sia importante saper individuare fasi diverse all’interno dei novanta minuti, decidere quando aumentare e quando abbassare il ritmo del gioco. Per potersi permettere di condurre il gioco però, è necessario tenere la palla, e far correre gli avversari. L’impostazione della gara, fa la differenza tra una grande squadra e una squadra normale: i ragazzi di Gasperini, quest’anno, hanno dimostrato di avere una mentalità da grandissima squadra. I giocatori nerazzurri scendono in campo per imporre il proprio gioco, invece che aspettare quello degli avversari. Attraverso un possesso palla efficace, riescono a gestire momenti diversi della partita; attraverso movimenti collaudati, riescono a dare velocità alla manovra e a creare molte occasioni da gol. Nell’immagine sottostante è possibile notare in primo luogo come il numero dei passaggi per partita (*TOTAL PASSES) sia notevolmente aumentato rispetto alle due passate stagioni. In secondo luogo aumentano anche le occasioni create (*CHANCES CREATED), che fanno la differenza tra una grande squadra, e una squadra che lotta per la salvezza.

In rosso le statistiche riguardanti la stagione in corso, in azzurro e arancione quelle degli anni 2015/16 e 2014/15.

LA PRESENZA ALL’INTERNO DELL’AREA E L’IMPORTANZA DEGLI ESTERNI

Una caratteristica fondamentale dell’Atalanta, riconducibile al possesso palla e alla mentalità da grande squadra, è quella che porta allo sviluppo di occasioni da gol all’interno dell’area. La squadra di quest’anno cerca di meno il tiro da fuori (*SHOT OUTSIDE AREA) e segna meno dalla distanza (*GOALS OUTSIDE AREA), rispetto agli anni passati. Aumentano invece notevolmente i tiri e i gol dall’interno dell’area (*SHOT INSIDE AREA/*GOALS INSIDE AREA) per partita. Questa statistica non è da sottovalutare. Il numero maggiore di tiri dall’interno dell’area sta a significare un’impostazione della manovra offensiva efficace, uno stile di gioco consapevole, dei movimenti “a memoria” che portano molto spesso gli attaccanti o i centrocampisti alla conclusione da ottima posizione. Spesso, invece, le soluzioni da fuori sono sintomo di un gioco indefinito e confuso, espresso da giocatori che non hanno la mentalità da big di cui parlavamo prima. Un altro elemento fondamentale è la presenza degli esterni nel gioco di Gasperini. Ogni volta che il gioco viene spostato dalle parti di Gomez (vero regista offensivo della squadra), Spinazzola va in sovrapposizione, o per ricevere palla e mettere il cross, o per liberare spazio al Papu, che può scegliere se accentrarsi o cercare l’appoggio di Petagna. Dall’altra parte stesso discorso per Conti, utile sia in fase di cross, sia in fase di finalizzazione. Questi movimenti delle fasce, oltre a creare molte più occasioni da gol all’interno dell’area, permettono l’inserimento dei centrocampisti e a volte anche dei difensori, come dimostrano i 5 gol all’attivo di Caldara. Sono dunque raddoppiati, rispetto all’anno scorso, i gol di testa per partita (*GOALS HEADED): quest’anno uno ogni tre gare (0,31 per partita), l’anno scorso uno ogni 6 (0,16 per partita).

Qui le statistiche sui tiri effettuati per partita, dall’interno dell’area e da fuori.

In rosso le statistiche riguardanti la stagione in corso, in azzurro e arancione quelle degli anni 2015/16 e 2014/15.

Qui invece i gol fatti dall’interno dell’area, di testa e da fuori.

In rosso le statistiche riguardanti la stagione in corso, in azzurro e arancione quelle degli anni 2015/16 e 2014/15.

CALDARA, KESSIE, GOMEZ: RENDIMENTO SUPER

Infine, è necessario soffermarsi anche sui singoli. Il gioco di Gasperini è la vera forza del successo atalantino, ma anche la stagione di grazia di alcuni suoi uomini sta facendo la differenza. Mattia Caldara, già protagonista l’anno scorso a Cesena in una delle migliori difese del campionato di Serie B, si è già imposto anche nel massimo campionato. Già acquistato dalla Juventus, è il leader difensivo della squadra. A centrocampo abbiamo già parlato dell’importanza degli esterni, ma l’uomo in più è Franck Kessié. L’ivoriano, oltre alla gran corsa e ai contrasti vinti, salta all’occhio per l’intelligenza dimostrata all’interno della gara. Il centrocampista nerazzurro è fondamentale non tanto quando va a strappare la palla agli avversari, ma piuttosto quando intercetta i loro passaggi. Spezzando l’azione, è possibile sorprendere gli avversari, che spesso si trovano impreparati nel passare in pochi secondi dalla fase offensiva a quella difensiva. In attacco invece una giusta citazione spetta a Petagna, giovane di prospettiva che si sta facendo valere con il suo lavoro sporco e i suoi movimenti. Il motivo per cui non segna quanto ci si aspetterebbe da una prima punta, è da individuare nell’efficacia del gioco di Gasperini, che porta al gol anche centrocampisti e difensori. Sono proprio i movimenti dell’attaccante a lasciare spazio a chi accorre da dietro. Ultima considerazione da fare, ovviamente, riguarda la stella di questa squadra, il Papu Gomez. L’esterno argentino, oltre a segnare tanto rispetto alle passate stagioni, è diventato il fulcro del gioco dell’Atalanta. Ogni cambio di gioco è diretto a lui, i movimenti degli esterni e quelli della prima punta sono dettati dai suoi. Il Papu, iniziando spesso l’azione sulla trequarti o anche a centrocampo, decide quando accelerare e quando far riposare la squadra. Nel primo caso può tentare di accentrarsi e cercare Petagna, nel secondo può appoggiare la palla ai centrocampisti che mettono ordine alla manovra. In qualsiasi situazione però, Spinazzola sarà pronto a fare la sovrapposizione, e Conti dall’altra parte attenderà un cambio di gioco.

Nato a Seriate (BG) il 17 Dicembre 1994, studente magistrale presso Mass Media e Politica all’Università degli Studi di Bologna. Amo il calcio da quando ero bambino, e non smetterò mai di viverlo: sul campo, allo stadio, in televisione o da una scrivania. E’ lo sport più bello del mondo; la gioia di un gol, quell’emozione del momento, non si trova in nessun’altra disciplina.

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