Closing si – closing no, ad oggi solo incertezza

E’ il tema che tiene banco in casa Milan da ormai due anni. Due anni, cioè, da quando si presentò per la prima volta la possibilità di una partnership con collaboratori esteri. Due anni da Mister Bee.

A due anni dal principio, il tanto agognato passaggio di proprietà sembra ancora un labirinto senza uscita. Continui rimbalzi e rinvii alla presunta trattativa per la cessione del Milan non fanno che indispettire tifosi e dirigenza. E la chiusura dell’affare sembra più un’ipotesi che una realtà.

DUE ANNI DI INCERTEZZE

14 Febbraio 2015. Per il Milan e Berlusconi si prospetta un futuro con gli occhi a mandorla. Mister Bee, broker thailandese, si interessa per acquistare, in collaborazione con una cordata di investitori, la quota di minoranza (48%) della società rossonera. Accordo che, alla fine, non verrà trovato causa il disimpegno di Mister Bee stesso. Nessuna preoccupazione eccessiva, rischio calcolato. Ma i nasi dei più scettici iniziano a storcersi fin da subito.

Il capitolo cessione si riapre quasi un anno fa. A Marzo 2016 Fininvest annuncia l’interesse di un’altra cordata di investitori. Il fondo cinese Sino Europe Sports (SES) rappresentata da Yonghong Li e Han Li si propone per acquistare la quasi totalità delle quote rossonere per il valore totale di 720 milioni di euro al lordo dei 220 milioni di debiti pregressi. Per la conclusione dell’affare viene stabilita una caparra di 100 milioni e la chiusura della cessione fissata al 13 dicembre.

Tanti numeri ma poche certezze. Infatti a pochi giorni dal fantomatico primo ipotetico closing, a causa del mancato consenso del governo cinese al versamento della quota, Fininvest concede una prima proroga. Data posticipata al 3 Marzo 2017 e ulteriore caparra da 100 milioni.

Nuova data, vecchia storia. I soldi non vengono versati. Mancano infatti 150 milioni. La causa? Il ritiro di vari investitori presentati a Fininvest mesi prima con una lista ufficiale da parte di SES. Inoltre, tralasciando il mancato reperimento, viene chiesta dal fondo cinese la dilazione degli ultimi 320 milioni a cui aggiungere i 100 milioni promessi per lo “stellare” mercato estivo. I primi degli iniziali 350 promessi per tre anni di campagne acquisti che facessero tornare il Milan fra i top club in Europa.

OGGI COSI’

Al netto dei ritiri, al 3 Marzo 2017, due anni dopo l’avvio di plurime trattative per la cessione della società rossonera e a seguito già di un primo rinvio con SES, rimane un unico nome nella lista di investitori: Yonghong Li, il rappresentate della cordata stessa. Ad aggiungersi, come se non bastasse, la non idilliaca situazione di Yonghong Li stesso. Infatti, come riportato da ilsole24ore.com, un articolo uscito il 23 novembre su un giornale cinese, collocherebbe l’investitore asiatico al centro di una truffa da 100 milioni sull’economia sostenibile messa in atto dalla società Sanda Zhuangyan di cui Li sarebbe amministratore.

Più ombre che luci, dunque, su un personaggio su cui dovrebbe gravare il futuro di una società gloriosa e potente come il Milan. Ombre alimentate dalla provenienza dei soldi delle caparre, precisamente del secondo versamento. Sempre secondo ilsole24ore.com gli ultimi 100 milioni versati proverrebbero, secondo fonti confermate vicine al fondo SES stesso, dalle Isole Vergini, precisamente dal fondo Willy Shine, tramite prestito poi subito rimborsato, al conto “satellite” Rossoneri Sport Investment di Hong Kong creato proprio per la fase della cessione societaria.

Però va detto che un fondo di verità alle difficoltà di versamento dei capitali, forse c’è. Il governo cinese infatti sembrerebbe rallentare ogni operazione con l’obbiettivo di evitare eventuali sospetti gonfiamenti di cifre allo scopo di esportare capitali all’estero. Detto questo, a situazione non sembra scagionare il fondo SES e dubbi e incertezza rimangono.

Ad oggi 200 milioni di caparre sono comunque arrivati nelle casse di Fininvest. La trattativa dovrebbe proseguire. A patto che, però, ulteriori 100 milioni vengano versati entro Venerdì 10 Marzo con la possibilità di estendere il limite a Lunedì 13. E le premesse non sembrano le migliori visto che nuove difficoltà sorgerebbero nel reperirli. Scaduti questi termini non è chiaro, ancora una volta, quello che potrà succedere. Il Milan e Berlusconi, rinvigoriti dalle caparre, potrebbero guardarsi ancora attorno sperando e aspettano ulteriori investitori interessati.

CHE SARA’ DI QUESTO CLOSING

Nel frattempo, con il continuo rinvio, Berlusconi, che si dice sia infastidito dalla situazione, deve fare i conti con ulteriori debiti che per questa stagione ammontano a 70 milioni. Lo stesso presidente, adirato, potrebbe infatti decidere di rifiutare e chiudere la trattativa con SES con un secco e immediato “no grazie” in caso di mancato versamento della terza caparra.

Il Milan, il figlio che sta pagando dei dissidi fra Berlusconi e i fondi cinesi. Il suo futuro? Difficile prevederlo. Altrettanto difficile e remota sembra l’ipotesi che Berlusconi possa proseguire nella sua storia a cavallo della società rossonera.

L’unica certezza in due anni di insicurezze è la data. 10 o 13 Marzo il futuro del Milan sarà più chiaro. Closing si – closing no, a Lunedì la verità…forse.

Nato a Milano il 09/09/1996. Studia Comunicazione e Società presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ambizioso, sognatore e amante di ciò che fa respira calcio da quando cammina. Calciomercato24/7 è la sua prima esperienza come collaboratore.

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