Barça, è impresa: Sergi Roberto regala la qualificazione al fotofinish

Serviva un miracolo. Qualcosa di impossibile, di irrazionale. E così è stato. Al Camp Nou, in una partita ai limiti della follia, il Barcellona batte 6-1 il Paris Saint Germain e si guadagna l’accesso ai quarti di finale di Champions League.

GLI SCHIERAMENTI

Per centrare l’impresa, Luis Enrique sceglie l’undici più offensivo possibile. Un 3-4-3 che vede Ter Stegen tra i pali, terzetto difensivo composto da Mascherano, Piqué e UmtitiBusquets e Rakitic a fare da “diga” affiancati da Rafinha e Iniesta, il tutto a supporto della MSN.

Emery conferma invece il suo ormai consolidato 4-2-3-1. Unici cambiamenti, rispetto all’andata, sono Lucas, che prende il posto di Di Maria sulla corsia di destra, e capitan Thiago Silva al posto di Kimpembe.

LA PARTITA

Il Camp Nou è gremito, sugli spalti sventolano i colori rosso e giallo della catalogna: il popolo blaugrana ci crede, ed è pronto a spingere i suoi 11 eroi verso l’impossibile.

L’effetto è immediato, perché al Barça bastano meno di 3 minuti per trovare il primo sigillo: in mezzo all’area dei parigini, Suarez approfitta di un campanile e la mette dentro di testa scavalcando Trapp. Vano il tentativo di salvataggio sulla linea da parte di Meunier. A 5 minuti dalla fine della prima frazione, arriva anche il secondo gol: Iniesta scippa a Thiago Silva un pallone in area lanciato dal pistolero, poi tenta un colpo di tacco su cui per primo arriva Kurzawa, che deposita nella propria rete. Gli uomini di “Lucho” chiudono il primo tempo con due gol di vantaggio.

Il copione si ripete nella ripresa. Dopo appena 4 minuti avviene il peggio che Emery potesse aspettarsi: Neymar, lanciato in area di rigore, viene atterrato da una caduta di Meunier. Aytekin, dopo essersi consultato con l’arbitro di porta, indica il dischetto: dagli undici metri, Messi non sbaglia. A confermare la serata, fino a quel momento, nera del Paris, Cavani colpisce un palo pochi istanti dopo. A centrocampo i blaugrana dominano esercitando un pressing asfissiante, Rabiot e Verratti sembrano solo brutte copie di quelli visti all’andata. Emery cerca di scuotere i suoi, inserendo l’eroe dell’andata Di Maria al posto di Lucas al minuto 55. Il Barça lascia tanti spiragli, frutto del proprio schieramento ultra offensivo. Approfitta di uno di questi, al minuto 62, Cavani: il matador sfrutta al meglio una sponda di Kurzawa, scaraventando al volo un pallone su cui Ter Stegen non può arrivare. In un lampo, la partita si ribalta. I 99.000 del Camp Nou ammutoliscono. I parigini prendono coraggio e sfiorano il 3-2 sempre con Cavani, che da pochi passi calcia addosso a Ter Stegen. Luis Enrique inserisce Turan, Sergi Roberto e André Gomes, mentre negli ospiti Aurier prende il posto di Draxler. Per venti minuti i padroni di casa cercano disperatamente di riaprire un discorso che sembra ormai chiuso, ma è la squadra di Emery a sfiorare il gol, all’85’, con Di Maria sciupa a tu per tu con Ter Stegen. Arriviamo al minuto 88. Il Barça conquista un calcio di punizione per fallo di Verratti. Neymar, da 23 metri, pennella con il suo destro e mette il pallone dove Trapp non può arrivare. Vengono assegnati 5 minuti di recupero. Non è ancora finita, è ancora tutto possibile. Il Camp Nou all’improvviso si riaccende. E in 5 minuti, si concretizza l’impossibile. Al novantesimo, Suarez si guadagna un calcio di rigore per un tocco da dietro di MarquinhosNeymar, galvanizzato, concretizza. Al 95′, nell’ultimo dei minuti di recupero, Messi si guadagna un’altra punizione: sugli sviluppi di quest’ultimo, Neymar disegna un assist al bacio per Sergi Roberto, che lasciato solo in area batte da pochi passi Trapp. È l’ultimo atto della partita.

Il Barcellona riesce un’impresa storica e dimostra, ancora una volta, che il calcio è uno sport imprevedibile, folle e, per questo, magico. Un Barcellona che, a differenza delle scorse annate, appare forse meno implacabile e dominante ma, oggi come ieri, è ancora affamato di trionfi.

18enne di Milano, sono un malato di calcio in tutte le sue sfaccettature. Adoro scrivere e scambiare opinioni sul mondo del pallone e, perciò, aspiro a diventare giornalista sportivo. Scrivo per le testate online di Calciomercato24/7, Breakingsport.it e Il Termometro Sportivo.

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