Andrea Petagna: l’attaccante boa della Dea

Andrea Petagna è senza dubbio uno dei trascinatori dell’Atalanta di Gasperini. Il giocatore sta dimostrando continuità e un eccellente affiatamento nella compagine degli orobici, infatti non è un caso che sia diventato una delle pedine fondamentali della formazione bergamasca. Adesso analizzeremo le statistiche e il ruolo del numero 29 del club di Percassi.

I DATI

Petagna quest’anno ha collezionato 23 presenze e 5 reti, numeri che non rendono il giocatore un bomber, ma che comunque sembra aver trovato la sua utilità all’interno della rosa di Gasperini.
63%: la percentuale di tiri effettuati nello specchio. Andrea ha dimostrato di avere un’ottima precisione nel calciare a rete. I gol segnati non sono dalla sua parte, però è indubbiamente un profilo su cui contare per creare occasioni da gol e lo testimoniano anche le 42 chances create.
83%: la cifra dell’accuratezza negli scambi da parte del numero 29 della Dea. Il centravanti è in grado di saper gestire il pallone e di servire i suoi compagni di reparto, essendo cosi uno degli uomini chiave nella manovra offensiva della formazione di Gasperini. Abbiamo visto i numeri che caratterizzano l’attaccante bergamasco, ora vediamo le caratteristiche del suo ruolo. 

IL RUOLO

Il numero 29 degli orobici è il centravanti principale della squadra: corre, smista palloni, fa salire la squadra e usa la stazza a suo vantaggio. Queste sono le qualità di Andrea che lo etichettano come uno degli elementi insostituibili dell’undici iniziale del club bergamasco.
La consacrazione per l’attaccante di Trieste è arrivata nella sfida di campionato contro il Napoli, dove gli orobici hanno sconfitto in casa i partenopei grazie ad una marcatura proprio della punta nerazzurra.
Che dire, Andrea sembra aver conquistato la fiducia del suo tecnico e dei suoi tifosi. Il giocatore si trova bene a Bergamo e spera di aiutare ancora il gruppo nelle gare future grazie alla sinergia che si è appena creata. Atalanta-Petagna: la Dea e il suo attaccante boa.

Classe 1996. Studente universitario appassionato di calcio giocato, parlato e scritto. Niente mi fa impazzire di più del vedere la palla in rete. Per me il calcio è come l’ossigeno: non posso vivere senza!

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