Emery e lo stesso errore di Annibale

SUPERBIA

La superbia è uno dei peccati capitali, un guinzaglio che tiene ancora fermo molti menti illustri e tenaci. Forse il colpo meno facile da abbordare, un gancio che ha preso tanti uomini nella storia e che continuerà a far soffrire generazioni e generazioni. Lo stesso colpo proibito lo prese una delle menti più geniali, a mio parere, come Annibale Barca, valido condottiero che riuscì a ingannare la potenza romana, unico a capir la funzionalità delle Alpi come passaggio e final trabocchetto per far cadere l’impero, trappole che solo i più grandi possono immaginare.

TEMPI MODERNI

Oh, Annibale, quanto ti saresti divertito ai tempi d’oggi, forse nella politica potresti ancor trovare qualche tuo degno rivale, o nell’economia, oppure nello sport? In una disciplina come il calcio riusciresti a vincere per tre anni l’Europa League con una squadra come il Siviglia, no? Difficile pensare una cosa simile ma, probabilmente, lui poteva davvero a realizzare quest’impresa. Un po’ come Unai Emery, no? Generale di un’armata straordinaria come il Siviglia di Bacca, squadra che vinse tutto e stupì il mondo intero. Annibale ed Emery, due figure molto simili, due condottieri carismatici che arrivarono a fare l’impossibile. E la fine? La stessa: Annibale cadde proprio per la sua superbia, per la sua sicurezza nell’affrontare la “prova finale” contro i Romani. Quel maledetto riposo in meridione diede largo spazio alla ri-organizzazione dei romani. E invece quella vittoria al Parco dei Principi non fece lo stesso? Chiaramente. Così come Annibale, Emery si è riposato al Camp Non dopo la sua cavalcata per le Alpi a Parigi, salita che dipinse mondiale, il tecnico, come il miglior allenatore del mondo:

“O quanto è forte il Paris Saint Germain”. “Quest’anno si vince tutto!”. “La maledizione di Ibra colpisce ancora”

Parole forti e non troppo al bacio per uno come Zlatan, reo, secondo tutti, di portar una maledizione ma questa è davvero un’altra storia. Tornando ad Emery: la sua pennichella al Camp Non non è solo figlia di una pessima prestazione dei calciatori. Chi comanda la rotta è proprio lui. Quell’atteggiamento da “impauriti” ha scatenato questo scempio, il punto è proprio quello. Si è visto chiaramente che il PSG poteva ribaltare la partita in ogni momento, si doveva giocare più in contropiede e con una carica in più. L’errore di Rabiot, tenuto in campo anche nel secondo tempo è stato fatale. Insomma, tanti rimproveri alla squadra ma gli stessi devono arrivare anche al suo allenatore.

PAGAR CARA LA PENA

Annibale morì e pagò il suo errore, nel calcio, per fortuna, l’uccisione è l’esonero o le dimissioni. E’ già finito un ciclo, si, i calciatori non avranno più la verve di farsi comandare da uno che ha sbagliato nettamente. Verratti deve e può cambiare aria, la pena è anche questa. L’Inter è pronta ad accogliere l’ex Pescara.

Emery invece non bisognerà crocifiggerlo in aeternum, ma bensì dovrà dividere le sue strade da quelle parigine, almeno in questo momento. Magari, in futuro ci si rincontrerà e le Alpi verranno scalate solo per scrivere la storia in positivo e non per farsi beffare in questo modo…perchè è vero che Annibale perse in meridione con la vittoria in mano, ma non si fece umiliare in questa maniera. Prospettive storiche…

Nato nel periodo più bello del calcio italiano, nel periodo del “grande Milan” di Sacchi, ho da sempre potuto ammirare la bellezza del calcio, sport unico che ha sempre tanto da insegnare e regalarti, forse in serbo per me vuole anche donarmi il mio lavoro dei sogni: il giornalista. Il grande coronamento di questo sogno è la mia creatura Calciomercato247.it.

Commenta per primo

Lascia un commento