Furia inglese.. ritirata andalusa?

Forse il famoso detto non era proprio questo, ma è un riassunto breve e conciso di quanto accaduto ieri a Leicester, una città che da più di un anno non smette di sognare e che in questa stagione sta pensando per assurdo di puntare al bersaglio grosso dopo un avvicendamento alquanto tragico tra Claudio Ranieri e Craig Shakespeare. Ma, come un altro Shakespeare ci insegna, le commedie romantiche più conosciute al mondo sono state concepite a partire da opere tragiche come Romeo e Giulietta. Il concetto è quindi quello di ripartire con ancora più forza dopo che qualcosa è andato perduto e su questo i due Shakespeare si sono rivelati identici.

Ma oltre alla volontà, questa squadra ha dimostrato anche di saper giocare un buon calcio e di saperci mettere il fisico per difendere con le unghie e con i denti il risultato. Ndidi vuole il posto che fu di Kanté al fianco del capitan Drinkwater, mentre ai vari Vardy,Mahrez, Fuchs basta tornare ad essere quelli del 2016 per far emozionare il King Power Stadium. Se dal punto di vista nervoso e di umiltà questa squadra non ha assolutamente rivali con nessuno ed anzi potrà davvero essere una mina vagante, bisogna però dire che gli inglesi hanno saputo essere anche estremamente pragmatici e difensivi quando bisognava proteggere il 2-0 e questo non è certo frutto di chi è seduto lì da poche partite. Sempre citando Shakespeare possiamo affermare che il drammaturgo abbia molti elementi in comune anche con il nostro Sir.Claudio Ranieri, perché le sue opere furono apprezzate molti anni dopo la loro redazione. E chissà cosa avrà visto Morgan da quel binocolo..

Dall’altra parte invece, un intero popolo sevillista aveva azzardato affermare che l’urna fosse stata benevola e che quest’anno, finalmente, i quarti di Champions non sarebbero stati un ostacolo così duro. Ma quando non concretizzi ciò che di buono avevi proposto, come nel match al Pizjuan, risulta davvero molto facile comprendere i demeriti di questa squadra, condotta nel bene e nel male da un personaggio enigmatico come Sampaoli che ieri non è riuscito a rimescolare le carte per salvare la faccia. Come si sente dire a Siviglia, “il sampaolismo non muore, ma oggi non è una gran giornata”.  Enigmatica è stata anche la prova degli andalusi, che non hanno mai avuto il pallino del gioco e non sono mai riusciti ad impensierire Schmeichel. Le colonne portanti di questo piccolo grande sogno a tinte biancorosse sono venute meno: Nasri tornato per una notte lo spocchioso di Manchester, Nzonzi sottotono, in ritardo su qualsiasi tipo di pallone ed autore dell’errore dal dischetto che di fatto ha condannato i suoi. Una partita che potrebbe ridimensionare il suo valore di mercato su tanti punti di vista. Per non parlare di Vitolo ed Iborra, i capi spedizione usciti ridimensionati. L’unica nota positiva è quella di Escudero, che con un gran sinistro avrebbe potuto far gridare di gioia tutta Nervion. Se è vero che il sampaolismo nunca muere, aspettiamo di capire nelle prossime partite se questo Siviglia si è disfatto come un castello di sabbia a Matalascañas o se quella di Leicester è stata solo un’onda anomala.

Italiano attualmente in Spagna, a Siviglia. Cerco di seguire tutto quello che succede intorno al mondo del calcio, una mia passione innata. Unire le mie diverse esperienze e i miei viaggi con il pallone è qualcosa che mi riesce al meglio e che provo a mettere nelle mie parole.

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