ESCLUSIVA CM24/7 – Gadda (Allenatore Forlì): “A questo punto del campionato i punti valgono doppio. La riforma della Lega Pro unica ha alzato il livello. La SPAL ha tutto per poter tornare in A”

Abbiamo contattato Massimo Gadda, attuale allenatore del Forlì. La squadra romagnola milita nel campionato di Lega Pro Girone B. Con Gadda abbiamo parlato dell’andamento della propria squadra, della SPAL, sua ex squadra da giocatore e da allenatore, e del livello del calcio italiano.

Nell’ultima giornata di campionato per il Forlì è arrivata una sconfitta casalinga per 3-1 contro il Lumezzane. Cosa non è andato Domenica?

Domenica siamo partiti bene il primo quarto d’ora, poi abbiamo subito un gol in maniera inaspettata e abbiamo fatto un primo tempo non buono. Nel secondo tempo poi abbiamo disputato una buona partita. Abbiamo avuto due tre occasioni per poter pareggiare. Il terzo gol loro poi lascia un po’ il tempo che trova dato che la partita era praticamente finita. Trovare ciò che non è andato non è semplice, sul piano tecnico non abbiamo fatto una partita di qualità. Abbiamo sbagliato diversi gesti tecnici, passaggi e abbiamo fatto fatica a costruire gioco. Però la squadra nel secondo tempo ha fatto una buona partita.

Domenica era uno scontro diretto, e arrivati a questo punto della stagione i punti valgono doppio. Secondo Lei quanti punti servono per poter ottenere la salvezza diretta?

È difficile dirlo. È difficile trovare una quota per poter non fare i play-out. A questo punto della stagione bisogna cercare di giocare al massimo partita per partita. Arrivati a questo punto soprattutto gli scontri diretti diventano fondamentali, e i punti valgono doppio.

Teme una squadra in particolare tra quelle che sono con voi per la lotta salvezza? Ce n’è una in particolare che vede più in forma delle altre?

No, noi sappiamo che salvarsi diretti senza play-out sarebbe una grande impresa perché se ci guardiamo indietro in questo momento abbiamo squadre come Mantova, Modena, Teramo. Squadre di grande caratura, che hanno trovato un’annata difficile, e ora si trovano invischiate nella lotta per non retrocedere. Lo stesso Fano da Gennaio in poi è una squadra forte con giocatori di esperienza. Il Sudtirol, che ha 32 punti, e che ha appena cambiato allenatore è una squadra molto buona. Ci sono avversari di spessore che stanno lottando con noi. Se dopo l’inizio che abbiamo avuto, ci avessero detto che a nove giornate dalla fine ci saremmo ritrovati in questa situazione ci avremmo messo la firma.

Guardandosi indietro, soprattutto all’inizio del campionato, in cosa è cambiato maggiormente il Forlì? In cosa è migliorata la squadra? Già verso la fine del girone d’andata la squadra ha iniziato a fare punti, e da lì in poi ha dimostrato di essere compatta. Cosa ha portato a questo cambiamento?

Noi siamo partiti inadeguati in questo campionato, un po’ tutti. La bravura nostra è stata quella di continuare a lavorare senza perdere mai la testa. Comunque la squadra anche le prime giornate quando perdeva, a livello di prestazioni era sempre in partita. E poi è cresciuta soprattutto sul piano della personalità, dell’atteggiamento e della convinzione. C’è stata una crescita costante ed importante da parte di questa ragazzi, calcolando anche che la squadra era stata costruita dal nulla.

Da grande ex, e da bandiera dell’Ancona quale è Lei, le volevo chiedere che effetto le fa vederla ultima in classifica.

Mi dispiace tantissimo perché l’Ancona è ancora la mia squadra del cuore. Al di là dell’ultimo posto, mi dispiace per la situazione generale che si è venuta a creare attorno alla squadra. Ora è anche una di quelle squadre che lotta con noi. Al di là di quello che è il risultato del campo, dove uno può essere anche ultimo o penultimo, quello che mi dispiace è un’altra cosa, ed è la situazione creatasi attorno alla squadra.

Si parla molto oggi della necessità di una Serie A a 18 squadre, dato il livello delle compagini in lotta per non retrocedere. Secondo Lei è veramente necessario ridurre il numero di squadre nella massima serie? Proiettandoci in Lega Pro invece, la creazione di una lega unica senza la C2 ha alzato o abbassato il livello del campionato in sé?

Credo che in Serie A due squadre in più o due squadre in meno non cambino di molto. Non credo che con un cambiamento di questo genere chissà quale miglioria si possa portare al campionato e al calcio italiano. Le cose da migliorare sarebbero altre. Per quanto riguarda la Lega Pro invece penso che la riforma sia stata una bella cosa, ha alzato la qualità di questo campionato. Fermo restando che si permette a squadre in difficoltà di potersi iscrivere, di non portare poi a termine il campionato. Penso che questa sia una cosa brutta perché bisognerebbe vigilare meglio, stare molto più attenti. Però la riforma è stata una cosa buona, la qualità si è alzata e penso che questa Lega Pro qui sia molto vicina alla Serie B.

Domenica vi aspetta il Santarcangelo. Che partita vi aspetta? Quale squadra pensa di ritrovarsi di fronte?

Il Santarcangelo è una squadra che ha esperienza in Lega Pro. Ormai è già qualche anno che la fa. È una squadra che in casa concede molto poco. Anche se non è mai stata distante dalla zona salvezza, non ci è mai stata dentro. Stanno facendo un buonissimo campionato. Come si dice sempre, sarà una partita difficile. Partite scontate non ce ne sono e noi l’abbiamo già pagato sulla nostra pelle. Sappiamo che abbiamo le carte in regola per giocarcela alla pari e a viso aperto.

Una battuta per quanto riguarda la SPAL. Lei è stato a Ferrara sia da giocatore che da allenatore, cosa pensa del campionato che sta facendo? Fino alla fine la squadra ferrarese potrà giocarsela con Frosinone e Verona?

Avevo già detto in tempi non sospetti che la SPAL sarebbe andata in Serie A. Questo perché ha tutto: è una società solida, con la famiglia Colombarini alla guida che è spettacolare. Ha pubblico, ha stadio, ha storia. Sono tanti anni che la SPAL non vede il calcio vero, quello di Serie A e quindi penso che sia l’annata giusta per tornare nel massimo campionato. Fermo restando comunque che la SPAL è una squadra forte. Quando in rosa hai giocatori come Floccari, Antenucci, Mora, Schiattarella, Lazzari, Meret, che anche se esordiente, è un giocatore di categoria, in questa Serie B qui, che secondo me quest’anno non ha un livello altissimo, la squadra è una squadra forte. Ha tutto per poter andare in A e sono convinto che alla fine ce la possa fare.

 

Ringraziamo Massimo Gadda per la disponibilità ed il tempo concessoci.

 

Nato a Lugo (RA) il 30/07/1993, laureato in Scienze Politiche e studente magistrale in Mass Media e Politica. Vivo, seguo e amo il calcio…ma non solo, perchè “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”.

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