Muriel: da eterno discontinuo a faro della Sampdoria

“Luis è un giocatore che probabilmente verrà cercato e ce lo porteranno via, spero che rimanga ma non mi fido di queste situazioni e nemmeno ci spero, se continua così probabilmente va via, non che lo vogliamo mandar via noi ma credo che andrà così; è un giocatore che può spiccare il volo per altri lidi.”

Così ha detto di lui Marco Giampaolo sabato sera dopo la vittoria del derby della Lanterna. Ma come si è arrivati a queste parole così al miele?

DAGLI ESORDI ALL’APPRODO ALLA SAMP

 Che avesse una marcia in più rispetto ai giocatori “normali” lo si era capito sin dal giorno successivo al suo esordio. Era il 27 ottobre 2011, la partita Palermo – Lecce. Al minuto 21 del secondo tempo Luis Muriel subentra a Corvia e inizia la propria avventura in Serie A. La prima stagione, nonostante la retrocessione di quel Lecce così ricco di talento, è un successo assoluto. 29 partite giocate, 7 gol e 6 assist. Niente male per un esordiente. La retrocessione dei salentini lo porta dritto dritto alla corte dei Pozzo, ad Udine. Nel capoluogo friulano passa 2 anni e mezzo. Tanti bassi e pochi alti. Una frase tanto fatta quanto vera che descrive al meglio l’andamento del colombiano con la maglia bianconera. 57 presenze in Serie A condite da soli 15 gol e 5 assist. Troppi pochi per convincere l’esigente pubblico friulano, abituato a talenti del calibro di Totò Di Natale e Alexis Sanchez. Così il 21 gennaio passa da est ad ovest, dai monti carsici al mar Ligure, da Udine a Genova, sponda Samp. La seconda parte di stagione si rivela un maggiore successo rispetto alla prima, pur palesando comunque la discontinuità che aveva caratterizzato il “Muriel Friulano”. L’annata 2015/ 2016 potrebbe rappresentare la rampa di lancio per il talento colombiano ancora incompiuto. Nonostante però l’avvicendamento sulla panchina con l’esonero di Zenga e l’arrivo dell’aereoplanino Montella il classe 1991 non decolla, trovando perlomeno, al netto di tanti ingressi da subentrato, una presenza continuativa in campo. Sono 32 le partite giocate e 1692 i minuti spesi sul terreno di gioco, con un bottino appena sufficiente di 6 reti e 5 assist e una percentuale di accuratezza al tiro di poco sopra alle medie precedenti.

L’ARRIVO DI GIAMPAOLO

La stagione 2016/2017 comincia con il solito cliché. Tanti dubbi in casa Sampdoria, dalla firma di Giampaolo, al caso “Cassano”, fino al consueto dubbio sul rendimento di Muriel. “Sarà finalmente il suo anno?” “Come andrà con Giampaolo? Finirà come con Zenga?” Tante e molte altre sono le domande che si pongono i tifosi e gli addetti ai lavori sui blucerchiati ad inizio anno. Le risposte non si fanno attendere e iniziano ad arrivare già alla prima giornata di campionato. Sampdoria – Empoli. Giampaolo sfida subito il suo recente passato, e lo cancella. 1 a 0. La firma? Luis Muriel.

Questa la sua partita di esordio in questa stagione analizzata attraverso il sito Fourfourttwo.com

Nella prima gara il colombiano ha saputo gestire molto bene la maggior parte dei palloni giocati. Solo tre sono stati i passaggi a vuoto in tutto il match.

Le due giornate successive, nonostante il risultato negativo al terzo turno con la Roma, confermano le buone risposte date ai più dubbiosi dopo la prima partita, e Muriel continua a segnare e a far segnare. Dopo la sconfitta in casa dei giallorossi il bottino del Colombiano è già piuttosto ricco. 2 gol e 2 assist. Improvvisamente però, dopo questo picco in iniziale cala la Sampdoria e, di rimando, anche Muriel, con un unico gol all’attivo in 8 turni, quello importantissimo nel derby di andata. Le voci sulla mancata costanza del colombiano tornano inevitabilmente a farsi sentire. È il 2017 a smentirle, forse per l’ultima volta. Dopo i botti di capodanno infatti il rendimento, sia dei blucerchiati che del Colombiano, torna a crescere. Cerchiamo insieme di capire un possibile perché.

TITOLARI (INA)MOVIBILI

Per spiegare questa ascesa di rendimento partirei da due diversi incontri. Chievo – Sampdoria del 18 dicembre 2016 e Sampdoria – Roma del 29 gennaio 2017. Nella prima i doriani sono usciti sconfitti, nella seconda, inaspettatamente, vittoriosi.

Contro il Chievo, nella penultima partita del 2016 Giampaolo propone il suo “classico” 4-3-1-2 con Alvarez alle spalle delle due punte.

 

Nel match con la Roma invece l’ex tecnico dell’Empoli ridisegna la formazione. Inserisce il “piccolo” Bruno Fernandes titolare alle spalle del duo d’attacco al posto del più statico Ricky Alvarez, mentre in difesa invece include il neo arrivato Bereszynski sulla corsia di destra e l’ex Milan e Inter Silvestre al fianco del confermato Skriniar.

 

Fin qui la differenza consiste “solo” nella diversità degli uomini utilizzati. È però con l’analisi dei passaggi offerta ancora una volta dal sito Fourfourtwo.com che meglio ci si rende conto di quanto sia differente l’impostazione di manovra.

Passaggi completati in Chievo – Samp. Sono molte le giocate in orizzontale, soprattutto nella zona centrale.

 

Passaggi completati in Samp – Roma. Numerose verticalizzazioni.

Nella sfida con il Chievo infatti i passaggi sono circa il doppio di quelli fatti con la Roma (601 contro 314), con grande densità creata soprattutto a centrocampo e sulla linea della mediana. Contro i giallorossi invece, complice anche la grande qualità della rosa di mister Spalletti, diventa difficile replicare quel tipo di gioco e il baricentro, così come il numero di passaggi, si abbassa notevolmente. L’azione di conseguenza risulta meno concentrata sul possesso e sulla quantità di scambi, ma maggiormente focalizzata su verticalizzazioni improvvise ed incursioni degli esterni di centrocampo. Modo di giocare sicuramente più congeniale (almeno stando ai risultati ottenuti) alla Samp e soprattutto a Luis Muriel, non certo una punta di sfondamento e più adatto agli spazi aperti e alle possibilità di dribbling uno contro uno. Il risultato? Maggior numero di chance create e una vittoria tanto sorprendente quanto meritata. Potrebbe essere un caso particolare frutto solo dell’incontro di una big come la Roma. Ma non è così. Con il Bologna, squadra qualitativamente inferiore a quella giallorossa, la Samp gioca due partite diverse. Nel primo tempo si concentra sulla staticità e il possesso palla, nel secondo sulla rapidità e sulle verticalizzazioni, perdendosi meno in passaggi orizzontali. In termini numerici? 1 a 0 per i felsinei nel primo tempo, 3 a 1 per i Doriani a fine partita. Uno dei protagonisti della rimonta? Luis Muriel, un gol e due assist.

Primo tempo, tanto possesso palla ma molti passaggi in orizzontale. Sterilità.

 

Secondo tempo, più verticalizzazioni. 5 chance create e un assist.

LA MIGLIOR STAGIONE?

Questa la domanda che un giornalista ha posto a Muriel sabato sera subito dopo la vittoria nel derby.  Una vittoria unica e storica. È infatti la prima volta dopo 57 anni che la Samp trionfa due volte consecutive sui cugini in campionato. Un successo assoluto. Confermato anche dalle parole euforiche proprio del Colombiano sabato sera nel post gara.

“Beh, non ci sono parole per descrivere quello che provo. Sono passati 60 anni dall’ultimo doppio successo. Un’emozione indescrivibile soprattutto perché ho anche segnato il gol decisivo. Ho sempre dato tutto per questa maglia. Dal 1′ ho sentito il supporto del tifo.”

Magari non tutto il potenziale disponibile, ma sicuramente molto è stato dato. Nei 35 gol della Samp in campionato, 10 vedono la firma di Muriel, a cui vanno anche aggiunti i 5 assist serviti ai compagni. In pratica, come illustrato dalla grafica di Squawka, un gol su due dei blucerchiati ha lo zampino del Colombiano.

Muriel prosegue:

Migliore stagione? Sì, non ho saltato nessuna gara. La continuità di prestazione è importante, era la cosa che volevo e l’ho ottenuta. Giampaolo è l’artefice della mia rinascita. Futuro? Se guardo la mia curva e il tifo dei tifosi doriani non penso ad altro”.

 Insomma, una presenza continuativa sul campo, un modulo cucito addosso a lui e la fiducia di tifo e allenatore lo hanno reso il giocatore che non è mai stato, e il vero faro della Samp. Non male, in una città di mare.

Nato a Milano il 06/10/1996. Studio Linguaggi dei Media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Amo il calcio in tutte le sue sfumature e declinazioni, lo gioco, lo guardo, lo racconto, o almeno ci provo.

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