I top / flop del week end!

Lunedì. Nuova settimana, nuovi progetti. Noi però riavvolgiamo il nastro alle gare del week end. Bilanci e riflessioni; ecco i top e i flop del fine settimana.

I TOP

PICCOLI A CHI

 

 

 

 

 

Da reciproche alternative a pedine imprescindibili. Insigne e Mertens fanno volare il Napoli. Anche quando gli azzurri non brillano, i due piccoletti diventano giganti caricandosi la squadra sulle spalle. Lorenzo “il Magnifico” ha già annichilito il suo record di gol in Serie A in una stagione. Quota 12 raggiunta a smentire chi diceva che nelle scorse stagioni fosse tutto merito indiretto di Higuaìn. L’altro piccoletto, Mertens, ha fatto di necessità virtù. Proposto come falso nueve dal genio di Sarri ha dimostrato un cinismo sottoporta da nueve vero. In stagione sono 20 in campionato e 5 in Champions. In Serie A è implacabile lontano dal San Paolo: 12 centri lontano da casa. In Europa solo un attaccante ha fatto meglio: Edinson Cavani, non proprio uno qualunque…

ET VOILA’ MBAPPE’

 

 

 

 

 

Settimana da incorniciare per il gioiellino monegasco. Decisivo in Champions nel doppio confronto con il City e carnefice di Guardiola. One man show nel 3-0 di domenica del Monaco a Caen. Prima, specialità della casa: dribbling secco e 0-1. Poi una giocata da fuoriclasse: veronica a centrocampo a salutare un avversario. 50 metri palla al piede e rigore procurato perché quello, forse, è l’unico modo per fermarlo. Il solito Fabinho sul dischetto ed epilogo già scritto. 0-2. Mbappè, non solo gambe e tecnica ma anche testa. In tutti i sensi. 0-3 con una zuccata a spiazzare l’impotente Vercoutre. Per questo baby fenomeno c’è già chi scomoda paragoni importanti riportando alla memoria le giocate di un altro francese, che il segno eccome se l’ha lasciato. Thierry Henry. Insomma, i numeri di Kylian Mbappè parlano chiaro. 32 presenze in stagione fra Ligue 1 e coppe varie, 19 gol e 11 assist. Ah un dettaglio, la sua carta d’identità recita 20 dicembre 1998…

“TUTTO SUO PADRE”

 

 

 

 

 

19 Marzo. Festa del papà. Quale miglior modo per onorarlo e tributarlo con un gesto che ne alimenta il ricordo. Per chiarimenti chiedere a Kasper Schmeichel. West Ham-Leicester. Risultato sul 2-3. Minuto 92. Da una punizione per gli Hammers la palla carambola, a centro area a 5 metri dalla porta, sui piedi di Carrol. Nessun ostacolo, nessun difensore davanti alla punta inglese. Destro a botta sicura. Nessun ostacolo, tranne Kasper Schmeichel che con una parata stile hockey sbarra la porta in faccia a Carrol e consegna la vittoria alle Foxes. 19 Marzo. Festa del papà. Un miracolo del genere – non sia frainteso quello che qui diciamo togliendo i meriti alla prodezza – non può che, indirettamente, far ricordare e onorare la memoria del padre di Kasper, Peter, leggenda ex Manchester United. Per Kasper allora quale miglior modo, forse, per dire “auguri papà”.

 

I FLOP

DESTRO A DIGIUNO

 

 

 

 

 

E’ risaputo, un attaccante vive per la fame del gol. La rete che si gonfia il suo piatto preferito. Il delirio sugli spalti il contorno. Da questo punto di vista Mattia Destro, si perdoni la battuta, sembra essere a dieta o quanto meno aver recepito il senso inverso: troppi fin qui i gol divorati dal 10 rossoblù che anche contro il Chievo, la sua occasione a “tu per tu” con Sorrentino l’ha fallita. Tralasciando la sfortuna e gli infortuni che ne hanno minato la stagione, quello dell’ex Roma e Milan è un magrissimo campionato sottoporta. 6 gol appena realizzati e tanti, troppi errori davanti al portiere. In fase realizzata Mattia negli ultimi anni sembra essersi smarrito. Lontani sembrano i tempi di Siena e Roma dove la facilità realizzativa aveva fatto sperare in un futuro fiorente anche in chiave azzurra. In soccorso del Bologna, per fortuna degli emiliani, sono arrivati il grande inizio di stagione di Verdi e un inedito Dzemaili in versione bomber. La speranza, in Emilia, è che Mattia ritrovi la fame e la concretezza sotto porta. Per buona pace di Donadoni.

PESCARA, CROTONE e PALERMO

 

 

 

Questa Serie A ci sta positivamente stupendo. Finalmente la bagarre nelle zone alte è degna del campionato più difficile d’Europa, le squadre in lotta per le coppe sono tante e tutte, chi più e chi meno, possono ambire alla Champions. Seppur con il dominio Juve che da 6 anni a questa parte lo caratterizza, sembra non esistere più il campionato a 2 squadre che si vedeva fino a qualche tempo fa. Ma se le squadre di testa lo vivacizzano, tutt’altro discorso va fatto per le retrovie. Se davanti si viaggia ad alta velocità, dietro si va ancora a carbone. La salvezza ormai sembra un discorso chiuso. Perché Palermo, Crotone e Pescara non vincono e sembrano non saperlo fare. Sconfitta 3-1 a Udine per i rosanero, sonoro 3-0 a bergamo per Zeman & Co. e Fiorentina che la spunta al 92esimo contro i rossoblù. Se per abruzzesi e siciliani i limiti sono evidenti, una parentesi più ampia va aperta per i calabresi. Il Crotone infatti paga spesso disattenzioni nei minuti finali di gara. L’ultimo episodio esemplificativo è il match contro i viola perso nel recupero. Anche a dicembre, a San Siro contro il Milan a decidere la gara fu una rete di Lapadula all’86esiemo. Davanti si viaggia e dietro il freno a mano rimane tirato. Possibile che Lotito avesse ragione? A buon intenditor…

ARSENAL 

 

 

 

 

 

 

Ultime 5 gare di Premier. 4 sconfitte, 1 vittoria. Se non si parlasse di Arsenal, il quadro dipinto rappresenterebbe una squadra di bassa classifica, probabilmente a rischio retrocessione. Invece sono proprio le ultime 5 gare disputate dai Gunners in Premier. Passino i crolli, entrambi per 3-1, con Chelsea e Liverpool. Quelle che fanno più clamore sono le sconfitte con Watford (1-2) e, l’ultima nel week end, contro il WBA (3-1). Ad aggiungersi l’ennesima eliminazione agli ottavi di Champions, quest’anno ad opera di un Bayern Monaco, va detto, nettamente superiore ma che non rappresenta comunque un’alibi per il complessivo 10-2 fra andata e ritorno. La qualificazione all’europa che conta non è ancora compromessa ma i tifosi non sembrano aspettare altro che l’addio di Wenger a fine stagione. E chissà che dall’anno prossimo gli stessi tifosi non possano, magari, tornare ad essere Allegri

Nato a Milano il 09/09/1996. Studia Comunicazione e Società presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ambizioso, sognatore e amante di ciò che fa respira calcio da quando cammina. Calciomercato24/7 è la sua prima esperienza come collaboratore.

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